Da lunedì 13 febbraio è necessario avere la nuova targa per motocicli di cilindrata 50. Da quel giorno, chi circolerà col targhino per motorini, quello esagonale per intendersi, rischia una multa di 519,67 euro. Il “targhino” in termine tecnico è il contrassegno di circolazione e assieme al certificato d’idoneità tecnica vanno sostituiti (come previsto un anno e mezzo fa dalla riforma del Codice della strada legge 120/10) con una  targa vera e propria e un certificato di circolazione abbinati esclusivamente ad un unico mezzo. Finisce così l’era della piccola targa personale, da apporre anche su ciclomotori diversi.

 

Come funziona la nuova targa per ciclomotori?

Va registrata alla motorizzazione l’abbinamento veicolo-proprietario, ottenendo il certificato di circolazione (che, oltre alle caratteristiche tecniche del mezzo previste dal vecchio documento, riporta il numero di targa e le generalità dell’intestatario) e una nuova targa più grande, che resta fissa su quel mezzo (può essere rimossa solo in caso di rivendita o di demolizione). La nuova targa è personale, ma a differenza di ora non può essere abbinata a più di un mezzo.

Questo nuovo sistema è decisamente più sicuro,  rende la vita più difficile ai ladri e sul conseguente riciclaggio, inoltre è facilmente individuabile il proprietario del mezzo. Con le ovvie conseguenze che egli ne è responsabile sotto tutti gli aspetti del caso. La novità è che ci sarà la possibilità di poter trasportare un passeggero. Dal 1999, alcuni ciclomotori (omologati secondo la direttiva europea 97/24) possono trasportare un passeggero, questo solo se il guidatore è un maggiorenne.

Chi riguarda la nuova targa?
La ritargatura riguarda tutti i ciclomotori e quadricicli leggeri (le microcar di categoria L6e, che sono equiparate ai motorini, hanno massa complessiva fino a 350 chili e motore fino a 50 centimetri cubici se a benzina e di potenza fino a 4 kiloWatt se alimentati in altro modo) che hanno ancora il vecchio certificato d’idoneità tecnica, che permette l’identificazione del mezzo solo col numero di telaio.

 

Che sanzioni sono previste in caso di inadempimento?
La scadenza è  fissata al 12 febbraio 2012, dopo non si potrà circolare con il targhino, ma la pratica per la nuova targa si potrà fare anche in futuro senza costi aggiuntivi.
Per chi circolerà senza la nuova targa scatta la multa. Non quella pesante prevista per chi non ha mai immatricolato il ciclomotore (da 146 a 584 euro – valuta il prefetto – e confisca), ma quella specifica prevista dalla legge 120/10, che non l’ha inserita nel Codice. Perciò valgono le regole generali sulle sanzioni amministrative, che rispetto a quelle stradali hanno due particolarità: non si possono pagare con l’importo minimo (389 euro, in questo caso), ma un terzo del massimo (quindi si sale a 519,67 euro), a meno che non si presenti ricorso; si versa con modello F23.

 

In pratica cosa va fatto per il cambio targa?
E’ necessario recarsi alla Motorizzazione o in un’agenzia di pratiche auto, si compila un modulo di richiesta dei nuovi documenti,  si dichiara la proprietà del veicolo e si autocertifica la residenza.
Bisogna allegare il certificato di idoneità tecnica (patentino) e le ricevute di tre versamenti (vedere l’ultima risposta alle domande sulla destra). Chi si rivolge alle agenzie pagherà anche il relativo, legittimo compenso.

Ottenuti i documenti, si è inseriti nell’Anv (Anagrafe nazionale dei veicoli, tenuta dalla Motorizzazione). Ciò comporta l’obbligo di comunicare gli aggiornamenti: cambi di residenza (tramite il Comune), passaggi di proprietà e sospensioni della circolazione. Quando si vende il ciclomotore, la targa va staccata e conservata per un eventuale acquisto successivo o distrutta (comunicandolo alla Motorizzazione o a un Centro servizi).