La disoccupazione giovanile è forse il problema europeo più impellente. A dichiararlo è il cancelliere tedesco Angela Merkel in vista della conferenza sul lavoro che si apre oggi a Berlino con l’obiettivo di contrastare la disoccupazione giovanile e difendere il lavoro europeo dalla crisi.

 

Quello della disoccupazione giovanile, del resto, è un tema a cui il Consiglio Ue di quest’anno ha dedicato 6 miliardi di euro per i prossimi anni. Risorse che però non sono sufficienti a risolvere il problema, come conferma lo stesso cancelliere, che continua sostenendo la necessità di riforme sagge. Per esempio non è saggio che la legislazione sul lavoro in alcuni Paesi venga flessibilizzata soltanto per i giovani e non per i più anziani, che lavorano già da tempo.

 

La Merkel rincara la dose, dichiarando il bisogno di una maggiore mobilità per il mercato del lavoro europeo, citando la rete di cooperazione Eures che offre un servizio utile a molte persone nella ricerca di un posto di formazione o di lavoro in un altro Paese. La Merkel, inoltre, insiste sulla necessità di una maggiore mobilità in Europa e suggerisce di estendere il programma di scambio europeo Erasmus anche ai giovani in formazione e di instaurare un sistema duale ossia il mix di formazione scolastica e aziendale.