Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel corso di un’audizione presso la Commissione vigilanza sull’anagrafe tributaria, ha fornito pessime notizie. Sono ben 545, infatti, i miliardi di euro di crediti che lo Stato, negli ultimi 15 anni, non è stato in grado di riscuotere. Praticamente, una decina di finanziarie. Di questo immane tesoro, ha spiegato Befera, solamente il 5-6% è tecnicamente riscuotibile, ovvero una cifra compresa tra i 27 e i 33 miliardi. Il resto dei crediti, ha precisato, riguarda persone nullatenenti, decedute o situazioni di fallimento.

 

Befera ha, inoltre, denunciato il fenomeno dei coniugi che indicano una diversa residenza per poter così risparmiare sull’imposta di registro e sulla tasse immobiliari definendola una patologia del sistema; il direttore dell’Agenzia ha ricordato che, nei casi in cui non non ci sia una separazione legale vera e propria, il Comune non è tenuto a dare la diversa residenza.

 

«Laddove lo scopriamo – ha detto – interveniamo. Nel passato era un caso raro, ora stanno aumentando per ovvi motivi, è una patologia fiscale». Di recente, l’Agenzia ha fatto sapere di aver incassato, nel 2013, 7,1 miliardi di euro per conto di Stato ed Enti locali, poco meno dei 7,5 miliardi incassati l’anno precedente; il calo, in questo caso, è stato motivato dalla sfavorevole congiuntura economica e da un atteggiamento più morbido nei confronti dei soggetti debitori, ai quali sono state concesse numerose dilazioni nei pagamenti.