Si segnala che il 14 novembre 2012, presso l’ottava Commissione del Senato, si è concluso  l’iter del disegno di legge d’iniziativa dei deputati Delfino, Bosi e Volontè “ Modifica all’articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell’attività di autoriparazione”.

Non sono stati presentati emendamenti e, dunque, il disegno di legge nel suo complesso, nel testo trasmesso al Senato dalla Camera dei deputati, è stato approvato.

RimandandoVi alla lettura del testo, le novità dell’articolato prevedono:

 art. 1 : l’attività di autoriparazione si distinguerà nelle attività di a) meccatronica; b) carrozzeria; c) gommista. (Attualmente la legge in vigore prevede: a) meccanica e motoristica; b) carrozzeria; c) elettrauto; d) gommista.

art. 2: entro 6 mesi da quando entrerà in vigore la nuova legge, le Regioni dovranno adeguare programmi e modalità di svolgimento dei corsi regionali, previa definizione dei livelli minimi a livello di Conferenza Stato/Regioni;

art. 3: le imprese che, alla data di entrata in vigore, iscritte all’Albo Artigiani e abilitate sia alla attività di meccanica e motoristica sia a quella di elettrauto sono abilitate di diritto allo svolgimento della nuova attività di meccatronica.

Le imprese invece che, alla data di entrata in vigore della legge, iscritte all’Albo Artigiani, abilitate o alla attività di meccanica e motoristica o a quella di elettrauto potranno proseguire l’attività per i cinque anni successivi a tale data. Entro tale termine di 5 anni, le persone preposte alla gestione tecnica di queste imprese, se non sono in possesso dei requisiti previsti dalle lettere a) e c) del comma 2 articolo 7 legge n. 122 del 1992 (vale dire: lett.a) “avere esercitato l’attività di autoriparazione, alle dipendenze  di imprese del settore nell’arco degli ultimi 5 anni, come operaio qualificato per almeno 3 anni; tale ultimo periodo è ridotto ad 1 anno se l’interessato abbia conseguito titolo di studio a carattere tecnico-professionale attinente all’attività”; lett. c) “aver conseguito, in materia attinente all’attività, un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o un diploma di laurea”) dovranno frequentareil corso professionale citato nel precedente articolo 2 per ottenere l’abilitazione professionale mancante. Se non fa questo entro il termine dei 5 anni, non potrà più essere preposto alla gestione tecnica dell’impresa.

art. 4: Se la persona preposta alla gestione tecnica di cui prima, anche se titolare d’impresa, ha però già compiuto i 55 anni di età, potrà proseguire l’attività fino al compimento dell’età  prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia, ai sensi della disciplina vigente.

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