In linea con le aspettative della Banca mondiale e dell’Fmi, anche la Bce crede che il 2014 potrebbe essere l’anno dell’uscita dalla crisi. Secondo Francoforte, i prossimi due anni saranno caratterizzati da una lenta ripresa.

 

A originare la ripresa sarà, in particolare, la graduale ripartenza della domanda interna, motivata, a sua volta, da una politica monetaria accomodante. Negli ultimi mesi, poi, ha sottolineato la Bce nel suo bollettino mensile, si è osservato un lieve incremento degli investimenti nella zona euro, con una crescita dello 0,2% nel secondo trimestre e dello 0,4% nel terzo. Dall’inizio della crisi nel 2008, erano calati complessivamente del 15%. Resta il fatto che, secondo l’istituto monetario centrale, “gli sviluppi nelle condizioni dei mercati finanziari e monetari globali e le relative incertezze hanno il potenziale per influire negativamente sulle condizioni economiche”.

 

Rispetto, poi, alla preoccupazione espressa dal direttore generale dell’Fmi, Christine Lagarde (che ha messo in guardia dagli effetti disastrosi che l’eventuale deflazione potrebbe avere sulla ripresa), l’Eurotower ha annunciato, come sempre è accaduto nel recente passato, la propria determinazione a mettere in atto tutte le azioni necessarie e fare tutto ciò che è in suo potere per contrastare gli scenari più foschi. Nel frattempo, Sabine Lautenschlaeger, attuale vicepresidente della Bundesbank, è stata nominata dalla plenaria del Parlamento europeo, membro del board della Bce. La proposta di nomina è stata accolta con 447 sì, 47 e 47 astenuti).