C’è da capire, a questo punto, se l’operazione rappresenti o meno il preludio alla cancellazione completa delle Camere di Commercio, magari come corollario del taglio delle Provincie. Il premier Matteo Renzi ha annunciato, al termine del Consiglio dei Ministri del 13 giugno, che il Governo ha tagliato i diritti annuali versati dalle imprese alle Camere di Commercio del 50 per cento.

 

Renzi ha aggiunto che le Camere, nonostante non fossero d’accordo, hanno offerto buona collaborazione al dialogo. Ha, inoltre, precisato che nel disegno di legge che comporterà la conversione del decreto relativo, saranno indicati i ruoli futuri delle Camere che, sempre a quanto afferma il presidente del Consiglio, dovranno continuare ad avere facoltà di operare, ma in una logica sussidiaria.

 

Ovvero, le imprese non dovranno più essere obbligate per legge a dar loro dei soldi. Da parte dei diretti interessati, come era ovviamente prevedibile, sono scaturite non poche polemiche. In generale, buona parte dei rappresentanti delle Camere di Commercio ha fatto presente che, a fronte di un risparmio medio di 50 euro per azienda, si determinerà una contrazione della qualità dei servizi offerti particolarmente incisiva.