A causa del Covid, nel 2020 ciascun residente della provincia di Venezia ha perso mediamente quasi 2.900 euro (precisamente 2.878). Quest’anno, se le previsioni saranno confermate, ne recupereremo poco più della metà: circa 1.500 euro.

A calcolare la contrazione del valore aggiunto per abitante a livello provinciale nel 2020 ci ha pensato l’Ufficio studi della CGIA che, alla luce delle previsioni di crescita elaborate da alcuni istituti economici, per il 2021 indicano un aumento della crescita economica della nostra provincia attorno al 4-4,5%. 

“In questa fase di emergenza – sottolinea il Presidente della CGIA Roberto Bottan – le aziende vanno  sostenute con contributi a fondo perduto. I risarcimenti, tuttavia, vanno erogati non solo alle attività che sono costrette a chiudere per decreto, ma anche una buona parte delle altre, in particolar modo quelle artigianali e commerciali che sono l’anima dei nostri centri storici. Molti di questi, infatti, denunciano che nonostante siamo ritornati in zona gialla non entra quasi più nessuno nel proprio negozio o, come i taxisti o gli Ncc, da tempo non trasportano più alcun passeggero. Infatti, solo se riusciremo a mantenere in vita queste realtà potremo difendere i posti di lavoro, altrimenti saremo chiamati ad affrontare un primo semestre molto difficile”.

Se nel breve periodo alle imprese sono ancora indispensabili massicce dosi di indennizzi, nel medio-lungo periodo, invece,  bisognerà assolutamente rilanciare la domanda interna, attraverso una drastica riduzione delle tasse alle famiglie e alle imprese per far ripartire sia i consumi che gli investimenti. Purtroppo, la tanto agognata riforma fiscale verrà introdotta solo a partire dal 2022 e gli investimenti nelle grandi infrastrutture sono legati ai finanziamenti del Next Generation EU che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nella seconda metà del 2021, espletando il loro effetto solo a partire dall’anno successivo.

Il Presidente Bottan, infine,  auspica che a breve il Paese torni ad avere un Governo, perché le emergenze da affrontare sono numerosissime: “Nei primi 100 giorni il nuovo Esecutivo dovrà affrontare almeno 3 grandi temi. In primo luogo sarà necessario rivedere il piano vaccinale, ovvero renderlo più efficace ed efficiente, affinché possiamo raggiungere quanto prima l’immunità di gregge, lasciandoci così alle spalle le limitazioni alla mobilità e i lockdown patiti in questo ultimo anno. In secondo luogo bisognerà introdurre delle misure a sostegno di coloro che con lo sblocco dei licenziamenti, previsto dopo il 31 marzo, perderanno il lavoro. Infine, entro la fine di aprile,  dovremo presentare all’UE il Recovery plan. Un piano da 211 miliardi che in maniera dettagliata dovrà indicare gli investimenti necessari da realizzare per dare un  futuro al nostro Paese”.