Le imprese e i consumatori europei ancora non vedono la fine della crisi; il sentimento di sfiducia è riflesso dall’indice Esi

 

 

Le imprese e i consumatori europei ancora non vedono la fine della crisi; il sentimento di sfiducia è riflesso dall’indice Esi (Economic Sentiment Indicator) calcolato dalla Commissione europea, è sceso, a settembre, di 0,7 punti per la zona euro, collocandosi a 99,9, sotto la media di lungo periodo a 100 punti; per l’Ue, invece, il calo è stato di 1,0 punti a 103,6.

 

Calano, nel dettaglio, gli indici di Italia (-0,9), Germania (-0,3), Regno Unito (-0,9), Polonia (-0,4) e Svezia (-2,6), mentre aumentano quelli di Francia (+0,2), Olanda (+0,3) e Spagna (+0,5). A livello settoriale, il calo è generalizzato e, in particolare, si fa avvertire nel commercio al dettaglio, dove si sono persi 2,6 punti; l’unico comparto in crescita è quello delle costruzioni, in aumento di 0,7 punti.

 

A pesare sul clima generale sono la frammentazione e la debolezza della ripresa, il persistere di rischi deflazionistici e il perdurare di dinamiche occupazionali preoccupanti. Ricordiamo, infine, che di recente anche l’Istat ha rilevato un calo generalizzato di fiducia per l’Italia, ove il clima delle imprese è sceso a 86,6 punti, dagli 88,1 di agosto (per maggiori informazioni clicca qui).

 

 

30 settembre 2014