Tanti sacrifici e tasse in nome del rigore non sembrano aver sortito, negli ultimi anni, gli effetti desiderati. Il rapporto tra il debito italiano e il PIL continua a crescere sensibilmente. Nel primo trimestre dell’anno, come certificano i dati Eurostat, ha sfondato la soglia del 135 per cento, attestandosi al 135,6, conto il 132,6 del trimestre precedente. Rispetto al primo trimestre del 2013, inoltre, l’aumento è stato di più di cinque punti percentuali. Tra gennaio e marzo 2013, infatti, era al 130,2 per cento.

 

Peggio di noi, è riuscita a fare solamente la Grecia, con un rapporto debito/PIL nel primo trimestre dell’anno del 174,1 per cento. In valori assoluti, invece, lo stock di debito pubblico è aumentato a 2.120 miliardi nel primo trimestre, dai 2.036 miliardi del primo trimestre dell’anno precedente.

 

Il Governo italiano stima che, per l’anno in corso, il rapporto si attesterà al 134,9 per cento; tuttavia, la previsione, fondata sull’ipotesi che il PIL crescerà dello 0,8 per cento, potrebbe scontare andamenti maggiormente negativi delle aspettative. Bankitalia, per esempio, ha rivisto l’outlook economico dell’Italia al ribasso, tagliando le stime di crescita allo 0,2 per cento rispetto allo 0,7 precedente.