Da domani le aziende potranno presentare la domanda per l’assegnazione delle misure previste dal  “decreto Sostegni”; il primo provvedimento di natura economica approvato dal Governo Draghi per fronteggiare la crisi pandemica: una misura, fa sapere la CGIA, che non ha sicuramente riscosso un grande entusiasmo, soprattutto tra le imprese di piccola dimensione, anche del nostro territorio.

I contributi a fondo perduto che riceveranno  le attività che hanno perso oltre il 30% del fatturato mensile medio 2020 su quello registrato nel 2019 sono ancora poca cosa. In buona sostanza andranno a coprire tra l’1,6 e il 5% delle perdite subite l’anno scorso. Se alle attività che fatturano molto gli aiuti saranno molto esigui, ai piccoli le cose andranno solo un po’ meglio.

Dopo questa misura che il governo Draghi ha ereditato dall’esecutivo precedente, c’è ora la necessità di cambiare registro. Oltre a rimborsare in misura maggiore le perdite subite, bisogna  compensare anche una buona parte dei costi fissi, così come fanno in Francia e in Germania che da mesi hanno recepito le nuove disposizioni introdotte  dall’UE in materia di aiuti di stato alle imprese. Se i nuovi indennizzi saranno stanziati con intervalli regolari almeno fino alla fine di quest’anno –  come ha assicurato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Franco – possiamo ancora salvare il salvabile. Altrimenti, rischiamo una chiusura generalizzata di tante botteghe  artigiane e di piccoli negozi commerciali che provocherà la desertificazione delle nostre città…

 

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