A fronte dell’emergenza coronavirus che in questi ultimi 15 giorni ha fatto crollare dell’80 per cento l’attività lavorativa dei 108 taxi presenti nella terraferma del Comune di Venezia, gli operatori che si richiamano alla CNA e alla CGIA di Mestre hanno incontrato i tecnici dell’Amministrazione comunale di Venezia per chiedere di ridurre, in via sperimentale e provvisoria, le presenze minime dei taxi in servizio nei posteggi di stazionamento a Mestre, a Piazzale Roma e all’Aeroporto.

“In questi ultime 2 settimane – segnalano i Presidenti del Comitato Unitario Taxi Mirco Osto e Massimo Furlan –   un taxista riesce a fare al massimo 2/3 servizi al giorno; prestazioni che non ci consentono nemmeno di coprire i costi. Constatata che questa situazione rischia di durare per qualche mese, abbiamo chiesto di ridurre a rotazione il numero dei taxi presenti in città, per permettere a chi è di turno di poter disporre di qualche nolo in più. Una forma di autoregolamentazione della presenza dei taxi che, comunque, non interesserà il servizio offerto agli utenti nei punti sensibili della città, come l’Ospedale all’Angelo e il centro di Mestre”.

La crisi, dicevamo, è molto pesante. Interi settori del turismo e degli affari, che rappresentano un volano economico per i tutti i tassisti, si sono fermati. Anche per questo CNA e CGIA chiederanno nei prossimi giorni al Governo di dichiarare lo stato di crisi nazionale del settore e valutare la possibilità di sospendere alcuni versamenti tributari, oppure di prevedere delle misure a sostegno del reddito.

Tuttavia, ad essere bloccato non è solo il mercato del lavoro dei taxi, ma l’intero comparto della mobilità collettiva: gite scolastiche, turistiche, viaggi di lavoro. Fermo anche il servizio di noleggio con conducente e i taxi che lavorano in particolare con il mondo del business, perché le aziende hanno limitato notevolmente gli spostamenti dei loro dirigenti, tecnici, ed anche gli incontri con la clientela soprattutto estera, facendo crollare i transfert da e per gli aeroporti, hotel e ristoranti, anche nel nostro territorio.

Mestre 5 marzo 2020