L’INAIL definisce i criteri per la trattazione di casi di infortunio avvenuti in missione e/o in trasferta, chiarendo che rientrano nella tutela tutti gli eventi occorsi ad un lavoratore nel momento dell’inizio della stessa fino al rientro presso l’abitazione.

 

Con la circolare n. 52 del 23 ottobre 2013, l’INAIL introduce nuove ipotesi di “occasione di lavoro” in materia di infortunio ricomprendendo eventi durante missioni e trasferte del lavoratore.

 

Con il termine di missione si intende un’azione che è caratterizzata da modalità di svolgimento imposte dal datore di lavoro con la conseguenza che tutto ciò che succede durante queste azioni deve essere considerato come se si fosse verificato all’interno del luogo di lavoro. Questo perché la missione o la trasferta vengono viste come attività lavorativa accessoria e che sono funzionalmente connesse. Esse hanno validità dal momento di inizio della missione e fino al momento della sua conclusione.

 

Esistono però una serie di casi in cui può essere prevista l’esclusione dell’indennizzabilità dell’infortunio in caso di trasferta o missione. La circolare ha chiarito questi aspetti e ha ricordati quali sono questi casi in cui può non essere previsto l’indennizzo in caso di infortunio, ad esempio:

• quando l’evento si verifica nel corso dello svolgimento di un’attività che non ha alcun legame funzionale con la prestazione lavorativa

• quando l’evento si verifica nel corso dello svolgimento di un’attività che non ha alcun legame funzionale con le esigenze lavorative dettate dal datore di lavoro

• quando siamo di fronte ad un caso di rischio elettivo, ovvero quando l’evento è riconducibile a scelte personali del lavoratore, irragionevoli e prive di alcun collegamento con la prestazione lavorativa che lo espongono ad un rischio determinato esclusivamente da tali scelte