Mercato immobiliare in discesa libera con livelli di compravendita che tornano a quelli di 30 anni fa. Un vero e proprio crollo per l’immobiliare che l’anno scorso ha registrato una diminuzione del 25,7% sul 2011, quotandosi a 448.364: un risultato peggiore non si vedeva dal 1985 quando le compravendite di abitazioni erano state circa 430 mila.

 

Questo dato allarmante fa comprendere lo stato emergenziale che sta vivendo questo settore. Nel confronto anno su anno il 2012 segna un calo dei quasi 27 miliardi di euro rispetto al valore complessivi si scambio registrato nel 2011.

 

È l’area del Nord-Est, dove si realizza il 18,3% del mercato nazionale che risente maggiormente del calo: le compravendite in quest’area hanno infatti registrato un -28,3% rispetto al 2011. A soffrire maggiormente, poi, è il mercato delle città, che negli anni precedenti aveva sostanzialmente tenuto: nel 2012 le compravendite sono crollate del 28,8% nelle città delle isole, del 26% nei capoluoghi del Nord-Est e del centro.

 

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