Arriva il nuovo redditometro. Dal prossimo giugno cambierà il metodo dello Stato per combattere l’evasione fiscale, messo a punto per controllare in modo puntuale e capillare spese, entrate, uscite e compatibilità dei contribuenti italiani. Ad affermarlo è l’Agenzia delle Entrate la quale, entro la fine di maggio, diramerà la nuova circolare per informare dell’avvio dei controlli a partire da giugno.

 

Ecco brevemente le novità: via ad alcune medie Istat e sarà più difficile arrivare ad un contenzioso con il cittadino. Innanzitutto non verranno utilizzati tutti i quei valori statistici dell’Istat per confrontare spese dichiarate e spese sostenute ma soltanto quelli per definire spese ‘certe’, quelle cioè per beni regolarmente iscritti in pubblici registri e censiti dall’Anagrafe tributaria (come quelli relative ad auto o immobili, per i quali esistono una standardizzazione e registri pubblici).

 

La riforma si indirizza a semplificare il processo di dimostrazione delle spese sostenute. Verranno perciò eliminate tutte quelle voci utilizzate per rilevare le spese per cibo e che riguardano sia le spese al supermercato sia al ristorante, per abbigliamento o calzature.

 

Secondo punto importante prevede che prima di arrivare al contenzioso gli uffici debbano tentare una conciliazione. Tre gli step previsti: innanzitutto il primo contraddittorio con il sospettato non prevederà più per il contribuente l’obbligo di fornire le prove, cioè gli scontrini delle spese dichiarate. Basteranno confronto dialettico e buonsenso.

 

Nel caso in cui non si arrivi a una soluzione in questa prima fase, si passerà al secondo tentativo che prevede una proposta di adesione all’accertamento e se, terzo step, emergerà un’evasione fiscale inferiore ai 20mila euro, lo Stato proporrà una mediazione.

 

Si ricorda, infine, che i controlli del nuovo redditometro saranno retroattivi dal 2009.