I carrozzieri continuano ad essere sul piede di guerra. Dopo la mobilitazione di sabato, dal 13 gennaio e fino al 17, è in corso un presidio presso il ministero dello Sviluppo economico. L’origine del conflitto risiede nell’approvazione, da parte del governo, del pacchetto Rc auto; entrato in vigore lunedì, e in via di conversione in legge, secondo la categoria minerebbe la propria stessa esistenza.

 

Il provvedimento prevede, infatti – come denunciano i carrozzieri – che le assicurazioni risarciscano al massimo la cifra che avrebbero speso presso una loro carrozzeria convenzionata. Attualmente, i proprietari di un veicolo coinvolti in un sinistro possono farlo riparare dove meglio credono. Tuttavia, se scelgono un’officina convenzionata con una compagnia assicurativa, risparmiano il 3% sul premio.

 

Con il decreto, sarà l’assicurazione a scegliere in quale officina il mezzo dovrà essere destinato. I tempi per i risarcimenti, poi, salgono a 90 giorni, mentre in caso di sospetta frode sarà sufficiente una lettera della compagnia perché la pratica venga sospesa per ulteriori tre mesi. Infine, i veicoli, prima di essere effettivamente riparati, dovranno essere lasciati a disposizione dell’assicurazione per dieci giorni lavorativi.

 

Una serie di circostanze che, secondo gli operatori del settore, in certe zone d’Italia – come in provincia di Monza-Brianza – comporterà la scomparsa di addirittura il 30% delle officine. I carrozzieri temono, infine, che non varrà a nulla convenzionarsi con le compagnie assicurative per bypassare il problema. Queste, infatti, imporranno le proprie condizioni e margini minimi per i carrozzieri, senza garantire loro alcuna quota minima di clientela. Gli autoriparatori sono convinti del fatto che la normativa eliminerà la libera concorrenza, rendendo impossibile ai cittadini scegliersi il proprio carrozziere di fiducia come è sempre avvenuto in passato e obbligando le officine a lavorare notte e giorno per sopravvivere, con l’inevitabile abbassamento della qualità del servizio.