Anche in provincia di Venezia la situazione economica sta peggiorando. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha elaborato le statistiche di Prometeia da cui emerge che nel 2018 l’aumento del valore aggiunto provinciale è stimato al +0,8% (contro una media Italia del +0,9%), mentre nel 2019 le previsioni di crescita si attestano al +0,5% (media Italia pari al +0,6%) (vedi Tab. 1 allegato).

Afferma il Presidente della CGIA, Roberto Bottan: “Come sta avvenendo nel resto del Paese,  anche a Venezia l’economia sta rallentando. Al netto dell’agricoltura, in tutti gli altri macro settori il trend è positivo, anche se sta comunque frenando. Preoccupa, in particolar modo, l’andamento delle costruzioni che dal 2007, anno pre crisi, al 2018 ha perso poco meno del 40% del valore aggiunto. Un crollo che non ha precedenti dal dopoguerra ad oggi. E sempre rispetto a 10 anni fa dobbiamo ancora recuperare 5 punti di Pil, mentre abbiamo quasi completamente assorbito la perdita dei consumi delle famiglie”.  

Dalla CGIA segnalano che se per l’anno in corso i consumi delle famiglie veneziane aumenteranno di un  leggero + 0,5%,  l’export, invece, è destinato a crescere con una percentuale importante (+6,2%). Tuttavia, a differenza del trend registrato dalle principali province venete, in questi ultimi 10 anni le vendite all’estero delle imprese veneziane hanno perso oltre 16 punti percentuali. Segnali positivi, invece, vengono dal mercato del lavoro. Premesso che questi risultati sono il frutto di indagini campionarie condotte dall’Istat sulle quali Prometeia effettua delle stime, il tasso di disoccupazione in provincia di Venezia nel 2018 dovrebbe essere sceso al 5,4% e per l’anno in corso è destinato a rimanere stabile.  Un dato sicuramente positivo, anche se ancora molto lontano da quello registrato nel 2007 (anno pre crisi), quando il tasso di disoccupazione era al 3%. In termini assoluti il numero dei senza lavoro nel 2018  si sarebbe attestato a quota  21.400, mentre gli occupati sono aumentati notevolmente, superando le 375 mila unità (vedi Tab. 2).

“Per le attività artigianali e i piccoli negozi commerciali della Terraferma – prosegue Bottan – la situazione rimane ancora critica. Nella stragrande maggioranza dei casi questi operatori economici vivono dei consumi delle famiglie. E sebbene questi ultimi siano in leggero aumento, abbiamo visto che le vendite al dettaglio, ad esempio, sono in crescita nella grande distribuzione, ma in forte calo presso i negozi di vicinato. Uno scenario, vista l’elevatissima concentrazioni di parchi e centri commerciali  presenti nell’area mestrina, che ci preoccupa parecchio”.

 

La conferma di questa preoccupazione emerge anche dalla lettura dei risultati sull’andamento del numero di imprese artigiane presenti in provincia di Venezia. Nel 2018 il numero complessivo si è fermato a quota 18.722 (-287 rispetto al 2017). A confronto con il 2008, lo stock è crollato di oltre 3.100 aziende (-14,4%) (vedi Tab. 3). Trasporti ed edilizia sono i comparti dove le contrazioni sono state le più importanti. 

ALLEGATO: COMUNICATO E TABELLE