Dallo scorso 21 agosto 2013 le disposizioni del Decreto del Fare, come modificate in sede di conversione, sono legge. Di seguito le novità presenti nel decreto per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, esaminiamole da vicino.

 

La prima rilevante innovazione riguarda il servizio di prevenzione e protezione. Nello specifico, si deve ravvisare un cambiamento procedurale rispetto al Dl. 81/2008. Infatti, a differenza di quanto accadeva in precedenza, il servizio di prevenzione e protezione dovrà essere svolto prioritariamente dall’azienda e dall’unità produttiva.

 

In particolare, per attività a basso rischio, il DUVRI può essere sostituito dall’individuazione di un preposto aziendale, addetto al controllo e coordinamento dell’attività appaltata. Inoltre, sono escluse dall’obbligo del DUVRI le attività e i lavori senza rischi significativi (es: cancerogeno, chimico, etc.) e di durata inferiore a 5 uomini – giorno con riferimento all’anno dall’inizio lavori.

 

In materia di verifiche delle attrezzature, invece, il decreto ha stabilito che i controlli dell’Inail dovranno avere luogo entro 45 giorni dalla messa in servizio delle attrezzature e non più a partire dalla richiesta del datore di lavoro. Nell’eventualità in cui il nostro istituto nazionale per l’assicurazione sul lavoro non effettuasse la verifica nell’arco temporale dei 45 giorni, il datore di lavoro (secondo le modalità indicate nel decreto ministeriale 11 aprile 2011) potrà avvalersi, qualora lo volesse, di altri soggetti pubblici o privati abilitati. Ulteriori accertamenti vengono predisposti, sempre in seguito alla libera scelta del datore di lavoro, dalle Asl, dall’Arpa o da soggetti pubblici o privati accreditati.

 

Queste misure sono un segnale molto importante che il governo ha voluto lanciare al mondo del lavoro. Se è vero che secondo l’Inail nel 2012 sono diminuiti i morti e gli incidenti sul lavoro, anche in virtù dell’aumento delle ispezioni, non bisogna sottovalutare che la questione sicurezza rimane un nodo cruciale in Italia. Ricordiamo, a tale proposito, che il numero di denunce di infortuni, nel corso dell’anno passato, è di quasi di 745 mila. Inoltre bisogna tenere presente che il decremento degli incidenti è anche parzialmente spiegabile prendendo in considerazione gli effetti della crisi economica, ovvero: meno lavoratori minore esposizione al rischio.