La pressione fiscale in Italia nel 2010 è stata pari al 42,6% una cifra considerevole che sintetizza il peso del fisco sui contribuenti.

Negli anni successivi la pressione fiscale è destinata a salire a causa delle maggiori imposte previste dalle manovre estive del 2011 (DL 98/2011 e DL 138/2011)

In seguito a tali maggiori entrate, già nel 2012 si supererà il livello record del 1997, pari al 43,7% del PIL, raggiungendo il 44%, ma sarà nei due anni successivi che la pressione fiscale toccherà vetta 44,7%.

Tuttavia, la pressione fiscale che il contribuente onesto sopporta è di fatto superiore e arriva a superare abbondantemente il 50% del PIL.

Infatti, la pressione fiscale deriva dal rapporto tra l’ammontare globale del prelievo e il Prodotto interno lordo (PIL) che si riferisce non solo alla ricchezza prodotta in un anno dalle attività regolari, ma anche da quelle sommerse, cioè non in regola con il fisco.

Le ultime stime dell’ISTAT relative alle dimensioni dell’economia sommersa si riferiscono al 2008, si tratta di una cifra considerevole che si colloca tra 255 e 275 miliardi di euro.

Se si ipotizza che nel corso degli anni l’incidenza del sommerso sul PIL sia rimasta la medesima (cioè tra il 16,29% e il 17,54%), si può attualizzare questa stima.

Seguendo questa logica è possibile stimare l’economia sommersa anche negli anni successivi al 2008.

Utilizzando questi dati è possibile individuare quanta parte del PIL si riferisce all’economia irregolare, più precisamente si possono ottenere due valori a seconda che si sottragga dal PIL ufficiale la quota di valore aggiunto sommerso massima o minima.

Le entrate fiscali, sono ovviamente a carico dell’economia regolare, mentre le attività irregolari sfuggono per definizione al prelievo.

Quindi, al fine di avere una maggiore percezione del sacrificio a carico dei soggetti economici, può essere utile ricalcolare la pressione fiscale ponendo in rapporto le entrate fiscali con il PIL diminuito di quella parte relativa al sommerso.

Il risultato di questo esercizio evidenzia lo sforzo reale richiesto ai contribuenti “onesti”. Si comprende come la pressione fiscale “reale” che sono costretti a sopportare supera il 50%.

Ecco allora che il livello di pressione fiscale effettiva a carico dell’economia regolare nei prossimi anni raggiungerà livelli record.

 

 

La pressione fiscale dopo la manovra (stime)

Secondo le stime del PIL contenute nel Documento di Economia e Finanza Pubblica

Nell’ipotesi di taglio delle agevolazioni fiscali a causa della mancata attuazione della riforma assistenziale.

2010 2011 2012 2013 2014
Previsioni tendenziali
Entrate fiscali (mln euro) 659.924 676.886 701.991 722.821 745.295
Pressione fiscale (% Pil) 42,6 42,5 42,7 42,6 42,5
Maggiori entrate fiscali con manovra (mln euro) 2.132 20.149 34.896 38.805
Stima effetti manovra
Entrate fiscali (mln euro) 659.924 679.018 722.140 757.717 784.100
Pressione fiscale (% Pil) 42,6 42,6 44,0 44,7 44,7
La pressione fiscale sull’Economia Regolare
Pressione fiscale (% Pil al netto del sommerso economico)
ipotesi minima 50,9 50,9 52,5 53,3 53,4
ipotesi massima 51,7 51,7 53,3 54,2 54,2

Nota I dati sulle previsioni tendenziali del PIL e delle entrate fiscali sono tratti dal DEF 2011 “Analisi e tendenze di finanza pubblica”. Si è ipotizzato che il sommerso economico sia pari al 16,2% del PIL, nell’ipotesi minima, e pari al 17,5% del PIL nell’ipotesi massima. Si tratta delle medesime percentuali calcolate dall’ISTAT relative al 2008, ultimo anno disponibile.

 

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Ministero dell’Economia e delle Finanze, ISTAT, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.,