Il provvedimento è stato approvato da Montecitorio con 250 voti a favore, 76 contrari e 2 astenuti

 

Il Parlamento ha compiuto il primo passo necessario per rendere la nuova “voluntary disclosure” legge dello stato; il provvedimento è stato approvato dalla Camera (250 voti a favore, 76 contrari e 2 astenuti) e passa ora al Senato. Grazie ad esso, chi detiene illegalmente capitali all’estero potrà decidere di riportarli in Italia con un regime sanzionatorio ridotto. E’, altresì, esclusa la possibilità di essere puniti per alcuni reati fiscali quali l’omessa o infedele dichiarazione, l’omesso versamento di ritenuto certificate o dell’Iva.

 

Tuttavia, come più volte è stato ribadito, specie dal Governo Letta, autore della prima versione dell’intervento, gli arretrati fiscali dovranno essere pagati interamente. Non si tratta, dunque, di un condono fiscale. La novità fondamentale rispetto alla legge precedente consiste nell’introduzione del reato di autoriciclaggio. Attualmente (il testo della misura potrebbe ancora subire importanti variazioni: il Senato potrebbe apportare dei cambiamenti, mentre il Governo potrebbe trasferire il provvedimento all’interno dell’iter di conversione in legge della legge di Stabilità) è prevista la multa penale (da 2.500 a 12.500 euro) congiunta alla pena detentiva. In presenza di ipotesi di provenienza mafiosa, si applicano le pene più pesanti, ovvero dai 2 agli 8 anni di carcere e ai 5mila ai 25mila euro di multa.

 

Ricordiamo che chi vuole sanare la propria posizione con il fisco, dovrà dichiarare tutti i capitali sottratti ai suoi accertamenti. Dunque, la voluntary disclosure non può essere parziale. E neppure anonima.

 

 

Mestre, 20 ottobre 2014