Il Ddl Delrio sullo “svuotamentodelle Province ha incassato il via libera dal Senato. Dopo un giornata tumultuosa in cui l’approvazione del provvedimento è apparsa a rischio (in commissione Affari costituzionali il governo è andato sotto due volte) la norma ha ricevuto 160 sì e 133 no. Ora la palla passa, in terza lettura, alla Camera, dove l’ok dovrebbe rappresentare una pura formalità; se non sarà votato entro il 7 aprile, il ddl, infatti, sarà destinato a decadere.

 

Se, dunque, tutto filerà liscio come da copione, saranno istituite dieci Città metropolitane, mentre svariate funzioni attualmente in carico alle Province saranno traferite ai Comuni e alle Regioni. Le Province, inoltre, saranno trasformate in enti di secondo grado, mentre quelle in scadenza saranno prorogate al 31 dicembre 2014 senza che siano indette nuove elezioni. Altresì, diventeranno assemblee costituite da sindaci e consiglieri comunali che non percepiranno alcun emolumento aggiuntivo.

 

Nel dettaglio, ne faranno parte il presidente, rappresentato dal sindaco del comune capoluogo, l’assemblea dei sindaci e un consiglio formato da un numero di membri compreso tra 10 e 16 a seconda della popolazione. Questi ultimi saranno scelti tra i sindaci e i consiglieri comunali. Gli unici poteri che continueranno ad avere, oltre a quelli di pianificazioni, riguarderanno l’edilizia scolastica e le pari opportunità.

 

Le Province, infine, continueranno ad essere 107, salvo il fatto che, in 10 casi, saranno sostituite dalle città metropolitane (ovvero, Milano, Venezia, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Roma, Napoli e Reggio Calabria; quest’ultima, partirà dal 2016).