Si ricorda che dal 18 giugno entra in vigore la legge 220/2012, di riforma del condominio. 31 nuovi articoli che andranno a regolare le discipline di condominio, introducendo numerose novità in materia di convocazioni e di registrazione del sito web condominiale. Sono state inoltre introdotte numerose disposizioni sull’ammodernamento della convivenza e delle discipline che regolano e definiscono la convivenza tra inquilini.

 

La riforma va ad interessare in particolar modo gli amministratori condominiali. Questi, tra meno di un mese, saranno obbligati a compilare il registro dell’anagrafe condominiale nel quale annotare le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio dei medesimi, nonché i dati catastali di ciascuna unità immobiliare e ogni altra informazione relativa alle condizioni di sicurezza della medesima. Inoltre, l’amministratore avrà l’obbligo di attivarsi per il recupero forzoso del credito verso i condomini morosi entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio contabile nel quale lo stesso è compreso, salvo essere dispensato dalla maggioranza assembleare.

 

Per quanto riguarda le principali materie si ricorda che:

parti comuni: sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, parti quali quelle delle facciate, i parcheggi, i sottotetti, gli impianti di condizionamento, quelli per la ricezione tv, via radio o via cavo;

animali domestici: il regolamento condominiale non potrà più vietare di possedere o detenere animali domestici. Per animali domestici, il Parlamento ha inteso comprendere tutti gli animali da compagnia, quindi anche criceti, furetti, canarini, eccetera;

riscaldamento: secondo quanto previsto dalla nuova legislazione, chi vuole si potrà «staccare» dall’impianto centralizzato senza che sia necessaria l’approvazione da parte dell’assemblea, a patto però che si continui a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto condominiale;

barriere architettoniche: affinché tutte le barriere architettoniche vengano abbattute e perchè lo stabile possa esser messo a norma in sicurezza, sarà sufficiente che in assemblea siano presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi complessivi. A questo punto, basterà la maggioranza per decidere, ovvero il 50 per cento più uno dei votanti-presenti.

destinazione d’uso dei locali comuni: per stabilire il cambio di destinazione d’uso basterà l’approvazione dei quattro quinti dei condomini.

applicabilità: la normativa diventa a tutti gli effetti applicabile anche ai complessi immobiliari composti da unità unifamiliari (condominio “orizzontale”) e ai supercondomini.