Si sintetizzano alcune delle principali novità contenute nel decreto definitivamente approvato dal Parlamento.

  • Per le cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate da un soggetto comunitario, il cessionario/committente nazionale adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione integrando la fattura con la doppia annotazione a debito e credito.
  • Previsto l’obbligo di fatturazione anche per le cessioni e le prestazioni non territoriali (articoli da 7 a 7-septies Dpr n. 633/1972) nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta in un altro Stato comunitario (con l’annotazione “inversione contabile”) e per le cessioni di beni e prestazioni di servizi a chiunque, che si considerano effettuate fuori dell’Unione Europea (con l’annotazione “operazione non soggetta”).
  • Nella fattura si indicherà il numero di partita Iva del cessionario/committente (anche se non è debitore dell’imposta) o il codice fiscale per i soggetti privati; la fattura, peraltro, può essere emessa anche con misuratori fiscali.
  • Per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nel corso dello stesso mese solare nei confronti di un unico soggetto, può essere emessa una sola fattura entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
  • Ammessa la “fattura semplificata” per operazioni fino a 100 euro, elevabili a 400 o rimosso per taluni settori; sarà possibile indicare, anziché i dati identificativi del destinatario, il solo codice fiscale o la partita Iva; il corrispettivo, inoltre, può essere comprensivo di Iva.
  • Per i servizi generici resi in ambito comunitario e per quelli resi a o ricevuti da soggetti passivi extra Ue la fattura o l’autofattura devono essere emesse entro il 15 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione. Anche per le cessioni intracomunitarie la fatturazione deve essere effettuata entro il 15 del mese successivo all’effettuazione.
  • Sono comprese nel volume d’affari i servizi generici e non generici e le cessioni di beni fuori campo per carenza del requisito territoriale. Queste operazioni, tuttavia, sono escluse dal volume d’affari valido ai fini del calcolo del plafond.
  • Prevista, dal 2013, la riduzione della deducibilità dei costi per le auto aziendali a uso promiscuo dal 40% al 20%. Confermata la riduzione dal 90% al 70% delle spese deducibili per l’auto data in benefit ai dipendenti.Le società agricole non potranno più scegliere la tassazione su base catastale, con conseguente revoca delle opzioni già esercitate (la norma avrà effetto dal 2015).
  • In materia di Irap è istituito, dal 2014, un fondo destinato a escludere dall’imposta le persone fisiche che svolgono un’attività d’impresa o professionale e che non si avvalgono di lavoratori dipendenti e assimilati. Tale esclusione si applicherà ai contribuenti che impiegano, anche mediante locazione, beni strumentali, il cui ammontare massimo sarà determinato con decreto ministeriale. Il limite ai beni strumentali sarà fissato, tuttavia, con riferimento al periodo d’imposta 2014
  • Stanziati fondi finalizzati a detassare il salario di produttività, nonché un credito d’imposta per ricerca e sviluppo destinato alle Pmi.
  • Modificata la disciplina relativa al contributo di lavoro posto a carico del datore in caso di cessazione del rapporto con il lavoratore; slitta al 2014 la diminuzione, dal 4% al 2,60%, del contributo per la formazione dovuto dalle agenzie; posticipato di 6 mesi il termine previsto per la stipula di intese relative alla costituzione di fondi bilaterali di solidarietà per i settori non coperti dalla normativa in tema di integrazione salariale.
  • ·Soppresso l’allineamento fra il regime di Tfs per i dipendenti assunti prima del 2001 e quello di Tfr; pertanto, le buonuscite riconosciute nel biennio 2011-2012, ai sensi delle disposizioni abrogate, dovranno essere riliquidate entro un anno.
  • Prevista la possibilità di percepire un’unica pensione di vecchiaia in base ai periodi assicurativi vantati presso più forme di assicurazione; aumenta, inoltre, il numero dei lavoratori salvaguardati.
  • L’aumento dell’Iva dal 21% al 22%, che sarà operativa dal 1.07.2013, interesserà anche il settore dell’edilizia, anche se restano in vigore, in determinate situazioni, le aliquote ridotte al 10% e al 4%L’aumento interesserà, ad esempio, le parcelle professionali di geometri, architetti e ingegneri relative ai lavori di ristrutturazione, così come i compensi per la certificazione energetica da allegare al rogito in caso di compravendita o da inserire negli annunci immobiliari di vendita o locazione.Infine, l’aliquota del 22% riguarderà anche i settori collegabili agli immobili, quali l’arredamento, i mobili e gli elettrodomestici.