Nel Consiglio dei Ministri del prossimo mercoledì potrebbe essere deciso il rinvio di tre mesi dell’aumento Iva 2013. L’Italia è con il fiato sospeso per sapere se, tra una settimana esatta, aumenterà l’imposta su moltissimi beni di prima necessità o se, in alternativa, si deciderà di lasciare altro ossigeno ai contribuenti dopo il rinvio dell’Imu.

 

Il problema del mancato aumento dell’Iva sorge nel momento in cui si mette mano ai numeri, con i 6 miliardi di gettito già messi in preventivo che verrebbero a mancare in caso di stop al passaggio al 22%. Il governo, insomma, con tempi così ristretti e la necessità di non sottrarre d’impeto risorse già in bilancio per l’erario, si trova in una situazione scomoda e di urgenza massima.

 

C’è fremente attesa per un Consiglio dei ministri importantissimo in calendario mercoledì, con all’ordine del giorno il piano lavoro per i giovani, che lo stesso premier porterà al Consiglio europeo di venerdì e sabato, e il decreto svuota carceri promesso dal Guardasigilli Cancellieri.

 

Con un margine così esiguo, se davvero arriverà un provvedimento in grado di rinviare l’aumento dell’Iva e, insieme, di assicurare una soluzione-tampone per le casse pubbliche che risulterebbero in deficit, allora con ogni probabilità quella sarà l’occasione. E una soluzione allo studio ci sarebbe già: coprire un miliardo per garantire il rinvio di tre mesi, dopodiché si vedrà.