Nel confronto con i dati del 2011, gli indicatori economici del 2012 sono da brivido:

-6,2% per la produzione industriale;

-4,3% il fatturato;

-9,8% gli ordinativi nell’industria;

-14% la produzione nelle costruzioni;

-32,7 miliardi di euro di prestiti bancari alle aziende;

+ 14,4 miliardi di euro di sofferenze bancarie in capo alle imprese.

“Credo che la tragedia che si è consumata a Perugia – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – sia figlia del drammatico quadro economico generale in cui versano le aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione. Molti imprenditori stanno perdendo il lume della ragione. Lo sconforto e l’esasperazione sta spingendo alcuni di loro a gesti sconsiderati che non sono giustificabili. Per prevenire tutto ciò non c’è che una soluzione: auspicare che la politica ritorni a fare il suo mestiere, dando risposte credibili alle esigenze di liquidità che i piccoli imprenditori vanno invocando inutilmente da più di un anno.”

La CGIA ricorda che qualche settimana fa, fortunatamente senza che alla fine ci sia stata nessuna vittima, accadde la stessa cosa in provincia di Padova. Un piccolo imprenditore, dopo la mancata erogazione di un prestito, ferì con un colpo di pistola il direttore della Banca di Credito Cooperativo di  Campodarsego (Pd). Un gesto che sembrava isolato. Ora, dopo quello di Perugia, è il secondo caso che avviene nel giro di pochissimo tempo  e ripropone, come spiega Bortolussi,  il paradosso che stiamo vivendo in questi mesi:

“Moltissimi piccoli imprenditori stanno chiedendo  soldi per pagare le tasse ed i contributi perché i committenti non li pagano o lo fanno con ritardi spaventosi. Una situazione che sta degenerando di settimana in settimana, spingendo moltissime imprese verso il fallimento, non per debiti, ma per crediti.