Vanno cancellate le norme del Nordest che impongono un tetto all’età degli autobus noleggiati con il conducente. L’indicazione arriva dall’Antitrust, che ha formalmente chiesto al Veneto, al Friuli Venezia Giulia e all’Alto Adige di eliminare le disposizioni ritenute «restrittive della concorrenza» e «discriminatorie» nel settore del trasporto privato. A differenza del servizio pubblico, infatti, in queste tre aree i pullman utilizzati ad esempio per le gite delle comitive non devono essere troppo vecchi, ma nelle altre regioni questo obbligo non sussiste.

Nell’ambito della sua attività consultiva, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha formulato alcune osservazioni sulle tre leggi «che pongono limiti alla vetustà degli automezzi utilizzati per l’esercizio di tale attività» e che al momento della loro approvazione avevano suscitato le proteste di una parte delle imprese. Era accaduto soprattutto in Veneto, dove nel 2009 era stata introdotta la regola secondo cui “gli autobus per i quali sono decorsi quindici anni dalla prima immatricolazione non possono essere utilizzati per l’attività di noleggio”. Per alcuni anni le associazioni di categoria come si erano divise sull’opportunità di un simile principio, finché il Collegato alla legge di stabilità regionale 2021 aveva portato da 15 a 19 gli anni fino al 31 dicembre 2024.

Friuli Venezia Giulia e Alto Adige avevano promosso discipline simili rispettivamente nel 2005 e nel 2014, sostituendo però l’età fissa con un’anzianità «non superiore a una media» del parco mezzi, stabilita a Trieste in 16 anni e a Bolzano in 10.

Tutte e tre le norme, secondo l’Agcm, «risultano idonee ad alterare in maniera significativa il confronto competitivo tra esercenti l’attività di trasporto passeggeri mediante noleggio autobus con conducente operanti nelle regioni e nella provincia autonoma interessate e quelli operanti in altre regioni». Una corriera che parte da un’azienda di Ferrara per portare un gruppo a visitare Treviso, ad esempio, può essere tranquillamente “anziana”, mentre una ditta di Pordenone che fa trasferte a Gorizia deve necessariamente mantenere “giovane” la sua flotta. Il vincolo d’età, ammonisce il presidente Roberto Rustichelli, «costituisce un ulteriore requisito attinente all’efficienza tecnica dei veicoli, non previsto dal legislatore europeo e nazionale, che finisce per limitare l’esercizio dell’attività da parte degli operatori delle due regioni e della provincia interessate e per creare quindi una distorsione della concorrenza su base territoriale», oltretutto intervenendo in una materia che è «esclusiva competenza dello Stato», sia in Veneto che nei pur speciali Friuli Venezia Giulia e Alto Adige.

Elisa De Berti, assessore veneta ai Trasporti che ha “ereditato” la legge, annuncia la convocazione di un tavolo: «Faremo un confronto con il Friuli Venezia Giulia e con Bolzano, ponendoci l’obiettivo di allinearci alle discipline dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Probabilmente all’epoca il legislatore puntava a garantire la sicurezza, il comfort e la qualità del servizio, ma è evidente che questo ha causato sperequazioni tra regioni confinanti che ora l’Autorità ci chiede di correggere».

 

FONTE: https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/autobus_a_noleggio_prezzi_vetusta_parco_veicoli_regole_regioni_antitrust_veneto_fvg_bolzano-7862897.html