Avanzo record nel 2012 per il commercio estero italiano pari a 11 miliardi di euro, il massimo dal 2003. E’ quanto risulta dall’Annuario statistico del Commercio estero di Ice e Istat. A contribuire al risultato, la crescita dell’export (+3,7%, anche a causa del deprezzamento dell’euro e una crescita contenuta dei prezzi dei prodotti), la diminuzione dell’import (-5,7%) la contrazione dei consumi e i livelli di produzione industriale.

 

Alimentari e oreficeria sono le realtà protagoniste del successo dell’export italiano nel mondo (+3,7%) nel 2012. L’anno scorso le esportazioni italiane sono aumentate a tassi notevolmente superiori alla media nei prodotti alimentari (6,7%) nei derivati del petrolio (21,8%) nella farmaceutica (12,5%) nella metallurgia (6,4%) e nell’oreficeria (10,9%).

 

Dal rapporto si evince anche una crescita nel 2012 del numero delle imprese esportatrici, salite a 207.920 (un migliaio in più rispetto al 2011). L’espansione si deve soprattutto alle microimprese. Dalle regioni del Centro-Nord proviene l’87,3% delle esportazioni, mentre il Mezzogiorno attiva solo l’11,4% delle vendite sui mercati internazionali.