Nel corso del 2013, la Guardia di Finanza ha ritirato dal mercato 130 milioni di prodotti contraffatti o ritenuti pericolosi, e denunciato all’autorità giudiziaria 1.455 responsabili. Di questi, 252 erano esponenti di associazioni a delinquere. Sono le stesse Fiamme gialle a renderlo noto, sottolineando come i sequestri di prodotti che avevano una falsa indicazione d’origine abbiano superato del 25% quelli dell’anno precedente.

 

Complessivamente, ci sono stati 11.409 interventi. Nel dettaglio, nel settore dell’abbigliamento sono stati 22 milioni i pezzi ritirati, nei giocattoli 12 milioni, nell’elettronica circa 42 milioni e nei beni di consumo 53 milioni. A livello geografico, le aree maggiormente colpite dal fenomeno sono la Toscana, il Veneto, le Marche, la Lombardia e il Lazio.

 

Nella diffusione di materiale contraffatto ha assunto sempre più importanza il web. La crescita di download illegale di software o dell’utilizzo di siti internet per effettuare il commercio di beni contraffatti è cresciuto del 60% rispetto all’anno precedente. Sono state chiuse 84 piattaforme usate per questi scopi illeciti.

 

Sono stati, infine, effettuati 3.744 controlli sulla disciplina dei prezzi e 1.107 attività ispettive sia d’iniziativa che su delega delle Autorità di vigilanza nei settori della concorrenza, degli appalti, dell’energia elettrica e del gas, delle comunicazioni e della privacy. Le Fiamme gialle hanno fatto presente che la tutela dei mercati dai prodotti falsi, di provenienza incerta o non sicuri non solo è necessario per assicurare l’incolumità dei cittadini, ma anche per garantire la crescita dell’economia sana del Paese e proteggere lo spirito d’iniziativa e l’inventiva delle imprese italiane.