Contestualmente, il direttore dell’Agenzia ha lanciato un piano che prevede l’attivazione di un indirizzo mail cui inviare le denunce dei dipendenti delle Entrate

 

Dopo l’approvazione nell’ultimo Cdm di alcune norme tese a rafforzare la lotta alla corruzione (in particolare, la pena minima per il delitto in questione viene inasprita a 6 anni, la massima a 10), dall’Agenzie delle Entrate e dal commissario anti-corruzione, Raffaele Cantone, giungono nuove iniziative per arginare il fenomeno.

 

Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia, ha lanciato un piano che prevede l’attivazione di un indirizzo email cui inviare le denunce dei dipendenti delle Entrate a cui, d’ora in avanti, saranno date effettive garanzie di anonimato. “Non è delazione – ha aggiunto – ma assunzione di responsabilità”. Nei prossimi giorni, ha quindi concluso, sarà messa a disposizione dei 40mila dipendenti, oltre l’email, un centro d’ascolto per raccogliere le segnalazioni.

 

Cantone, nel frattempo, ha ipotizzato una misura del tutto analoga, estendendola a tutte le pubbliche amministrazioni: secondo il commissario, va promossa la figura dell’”informatore” all’interno delle P.A. Si tratta, in sostanza, di dare attuazione alle “norme del whistleblower”, “già previste dall’articolo 54 bis del codice unico degli impiegati pubblici”. Cantone ha, infine, precisato che non si tratterebbe di denunce anonime, ma di denunce con tanto di firma e la garanzia di anonimato.

 

 

Mestre, 15 dicembre 2014