Se il sistema produttivo da mesi segnala la crescente contrazione dei flussi di credito, per le pochissime grandi imprese italiane il problema non sussiste. Infatti, su oltre 1.400 miliardi di euro stanziati dalle banche alle  famiglie ed alle imprese (*), il 79,4% (pari a 1.134 miliardi di €) è stato erogato al 10% dei maggiori affidatari: ovvero le grandi imprese, con una variazione del +0,7% rispetto l’anno precedente.

Bene – sottolinea la CGIA di Mestre che denuncia questa situazione – qualcuno potrebbe affermare che ciò avviene perché questa tipologia di clientela è seria ed affidabile. Invece, analizzando ancora i dati, si scopre che non è così.

Se si analizzano le sofferenze bancarie, a fronte di mancati rientri per un importo di 99,5 miliardi di €, la percentuale  riconducibile al primo 10% dei maggiori affidatari è pari al 78,3% del totale (in termini assoluti la cifra si attesta sui 77,9 miliardi di €). 

Insomma, nonostante siano ridotte numericamente al lumicino  e sempre più in difficoltà, le grandi imprese possono contare su un rapporto privilegiato nei confronti degli istituti di credito, mentre alle piccole e micro imprese, che costituiscono il 99% dell’intero sistema produttivo italiano, il credito viene erogato con il contagocce.

“Nei rapporti tra banche ed imprese – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – tutto è paradossalmente capovolto: chi riceve la quasi totalità  dei prestiti presenta livelli di affidabilità bassissimi. Per contro, chi rappresenta la totalità del mondo delle imprese e dimostra di essere un buon pagatore riceve le briciole”.

Ma perché succede ciò ?

“Salvo forse qualche rara eccezione  – conclude Giuseppe Bortolussi della CGIA di Mestre –  il 10% di maggiori affidatari non è composto da piccoli imprenditori o famiglie o  lavoratori autonomi, ma quasi esclusivamente da grandi società o gruppi industriali. E visto che lo stock di sofferenze a carico di queste elite supera il 78%, possiamo dire che le banche italiane continuano ad essere molto condizionate dalle grandi imprese. Non vorremmo che questa singolarità fosse dovuta al fatto che nella grande maggioranza dei casi nei Consigli di Amministrazione dei più importanti istituti di credito italiani sono presenti proprio questi grandi capitani di industria o manager a loro molto vicini”.

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(*) l’ultimo dato disponibile che consente questo tipo di disaggregazione è riferito al 30 settembre 2011

Note:

FINANZIAMENTI PER CASSA: ammontare dei crediti per cassa, al netto delle sofferenze, censiti dalla Centrale dei rischi, accordati o erogati dagli istituti di credito. Questi finanziamenti costituiscono oltre l’85% del totale dei prestiti erogati dalle banche italiane

SOFFERENZE: comprendono la totalità dei rapporti per cassa in essere con soggetti in stato d’insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, a prescindere dalle garanzie che li assistono.

 

FINANZIAMENTI PER CASSA DI PERTINENZA DEI MAGGIORI AFFIDATI
(al 30 settembre 2011)        
  % finanziamenti concessi al 10% maggiori affidati Totale finanziamenti

(miliardi di euro)

   
         
PIEMONTE 75,4              83,5    
VALLE D’ AOSTA 72,2               2,0    
LIGURIA 75,4              27,3    
LOMBARDIA 86,2            447,1    
TRENTINO-ALTO ADIGE 71,6              36,0    
VENETO 80,2            158,2    
FRIULI-VENEZIA GIULIA 70,4              25,1    
EMILIA-ROMAGNA 80,8            150,9    
MARCHE 71,2              34,8    
TOSCANA 74,8              91,1    
UMBRIA 69,5              16,0    
LAZIO 83,1            163,9    
CAMPANIA 69,9              53,2    
ABRUZZI 67,5              19,1    
MOLISE 62,7               2,7    
PUGLIA 63,9              38,1    
BASILICATA 66,3               4,8    
CALABRIA 62,0              12,7    
SICILIA 65,7              43,6    
SARDEGNA 65,5              18,5    
TOTALE NAZIONALE 79,4        1.428,7    
         
         
Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Banca d’Italia  

 

QUOTA DEI FINANZIAMENTI PER CASSA DI PERTINENZA DEI MAGGIORI AFFIDATI
CONCENTRAZIONE: PRIMO 10 % DEGLI AFFIDATI    
  30/09/2010 30/09/2011 Var. %

ultimoanno

 
         
PIEMONTE 75,8 75,4 -0,4  
VALLE D’ AOSTA 72,2 72,2 0,0  
LIGURIA 74,0 75,4 +1,4  
LOMBARDIA 85,5 86,2 +0,7  
TRENTINO-ALTO ADIGE 72,0 71,6 -0,4  
VENETO 75,6 80,2 +4,6  
FRIULI-VENEZIA GIULIA 70,5 70,4 0,0  
EMILIA-ROMAGNA 80,6 80,8 +0,2  
MARCHE 71,0 71,2 +0,2  
TOSCANA 74,4 74,8 +0,4  
UMBRIA 69,8 69,5 -0,3  
LAZIO 83,4 83,1 -0,3  
CAMPANIA 70,8 69,9 -0,9  
ABRUZZI 68,4 67,5 -0,9  
MOLISE 64,3 62,7 -1,6  
PUGLIA 63,7 63,9 +0,2  
BASILICATA 67,3 66,3 -1,1  
CALABRIA 62,2 62,0 -0,2  
SICILIA 65,8 65,7 -0,1  
SARDEGNA 67,0 65,5 -1,5  
TOTALE NAZIONALE 78,7 79,4 +0,7  
         
Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Banca d’Italia  

 

 

 

SOFFERENZE DI PERTINENZA DEI MAGGIORI AFFIDATI

(al 30 settembre 2011)

  % sofferenze in capo al 10% maggiori affidati Totale sofferenze

(milioni di euro)

 
       
PIEMONTE 75,0            5.957  
VALLE D’ AOSTA 80,3               126  
LIGURIA 75,0            1.712  
LOMBARDIA 76,0          19.611  
TRENTINO-ALTO ADIGE 82,8            1.431  
VENETO 77,7            9.248  
FRIULI-VENEZIA GIULIA 78,5            1.590  
EMILIA-ROMAGNA 80,0            8.809  
MARCHE 76,8            3.456  
TOSCANA 80,2            7.379  
UMBRIA 76,4            1.607  
LAZIO 82,9          13.579  
CAMPANIA 78,4            6.871  
ABRUZZI 78,2            2.036  
MOLISE 79,5               485  
PUGLIA 75,1            4.470  
BASILICATA 74,3            1.043  
CALABRIA 73,3            2.043  
SICILIA 71,7            5.841  
SARDEGNA 74,8            2.229  
TOTALE NAZIONALE 78,3         99.523  
       
       
Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Banca d’Italia