Il dato è preoccupante, i prestiti destinati al settore privato sono scesi dell’1,6% nel solo mese di marzo su base annua. Il dato fa seguito al calo dei mesi precedenti, considerati il meno 1,4% registrato a febbraio e il meno 1,5% rilevato a gennaio.

 

I prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,8 per cento sui dodici mesi (-0,7 per cento a febbraio), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 2,8 per cento (-2,7 per cento a febbraio). Accanto alla difficoltà di reperimento del credito, le poche imprese che riescono ad accedere ai prestiti devono poi fare i conti con gli elevati tassi di interesse applicati dalle banche.

 

A completare il quadro il fatto che un imprenditore non può esibire la regolarità di una busta paga, e la cosa costituisce spesso un freno insormontabile per numerosi istituti di credito, restii a concedere credito in casi simili.

 

Ci auguriamo perciò che il nuovo governo riesca ad incrementare ed elaborare velocemente manovre economiche maggiormente rivolte alla crescita e non più soltanto tese ad incamerare gettito immediato: il tessuto economico italiano nonché quello sociale sono infatti a rischio crollo.