L’ennesima certificazione della situazione di stallo proviene dall’Eurozone Economic Outlook elaborato congiuntamente da Istat, Insee e Ifo, gli uffici di statistica di Italia, Francia e Germania

 

 

L’economia europea resta preda dell’incertezza, mentre la ripresa arranca. L’ennesima certificazione della situazione di stallo proviene dall’Eurozone Economic Outlook elaborato congiuntamente da Istat, Insee e Ifo, gli uffici di statistica di Italia, Francia e Germania; secondo la rilevazione, le tensioni geopolitiche esistenti penalizzeranno il clima di fiducia degli investitori e, nonostante il deprezzamento del cambio, anche le esportazioni.

 

In definitiva, nel terzo trimestre, si determinerà una ripresa della zona euro assai modesta, pari ad un incremento di 0,2 punti percentuali. Lo stesso aumento riguarderà il quarto trimestre, mentre nel primo trimestre del 2015 il Pil dell’Eurozona salirà dello 0,3 per cento.

 

Va anche detto che il risultato medio “nasconde – spiega un comunicato congiunto dei tre istituti – andamenti eterogenei tra le diverse economie dell’area. Il progressivo miglioramento della domanda interna costituirà il principale fattore trainante della ripresa”. Inoltre, gli investimenti fissi lordi risulteranno in crescita, grazie a migliori condizioni di liquidità e del costo del capitale più basso. “Sotto l’ipotesi che il prezzo del petrolio si stabilizzi a 97 US$ al barile e che il tasso di cambio dollaro-euro fluttui attorno a 1,28 – aggiunge il comunicato -, l’inflazione totale dovrebbe crescere solo marginalmente nei prossimi due trimestri”.

 

 

Mestre, 7 ottobre 2014