Il ministero dell’Interno ha rinviato per la terza volta l’installazione dei cronotachigrafi digitali smart di seconda generazione sui veicoli industriali di nuova immatricolazione. Il termine originario era il 31 agosto, poi rinviato al 30 settembre e all’8 ottobre e infine, con una circolare del 6 settembre, al 31 dicembre 2023. Il rinvio, chiesto da diverse associazioni di trasportatori e costruttori in tutta Europa, è ritenuto necessario per la carenza di dispositivi e la mancanza dell’autenticazione Open Service Navigation Message Authentication sulla registrazione dei passaggi di frontiera.

L’autentificazione Osnma è rilasciata dall’Agenzia Spaziale Europea, che nel caso dei cronotachigrafi non ha completato i test. Insomma, la questione dei cronotachigrafi si sta complicando, perché sia il rinvio dell’obbligo d’installazione della seconda generazione smart, sia la mancata certificazione Osnma crea per i veicoli immatricolati dal 21 agosto 2023 due situazioni: i veicoli dotati del nuovo apparecchio ma senza certificazione Onsma e quelli con cronotachigrafo smart di prima generazione in regime di deroga. In entrambi i casi, gli autotrasportatori dovranno rispettivamente attivare il servizio Onsma o installare un cronotachigrafo smart di seconda generazione.

Un’ulteriore complicazione è il differente atteggiamento finora tenuto dai diversi Paesi europei, perché la proroga è stata consigliata dall’Unione Europea e quindi alcuni la hanno adottata, con date diverse, e altri no. Ora pare che la Direzione DG Move della Commissione Europea stia lavorando per armonizzare la proroga. Nella riunione del 5 ottobre è emersa una posizione favorevole alla proroga da parte di tutti i Paesi e della stessa Commissione Europea che potrebbe arrivare sino al 31 dicembre 2023 in tutta la UE.