Arriva una nuova stretta sul lavoro nero nei cantieri edili, anche quelli privati da 70 mila euro in su.

Per i committenti privati che non otterranno dalle imprese esecutrici prima della fine dei lavori la certificazione di «congruità della manodopera» per quello specifico cantiere, scattano infatti le sanzioni da mille a 5 mila euro. In tutti i cantieri pubblici la violazione può essere segnalata all’Anac anche per la valutazione del lavoro del responsabile del progetto. 
 
CAMBIANO LE SOGLIE
L’obbligo di certificare la congruità della manodopera
, ovvero l’incidenza del lavoro sul costo complessivo dell’opera, necessaria anche per beneficiare delle detrazioni fiscali, è già previsto sia per i cantieri pubblici che privati (a partire da 70 mila euro) fin dal 2021.

Fino a pochi giorni fa, però, non erano previste le sanzioni, introdotte con il decreto Pnrr pubblicato in Gazzetta il 30 aprile per determinati interventi (lavori pubblici oltre 150 mila euro e privati oltre 500 mila). Con il nuovo provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri ma del quale non c’è ancora un testo ufficiale, sono state eliminate le soglie per i lavori pubblici e ridotte quelle per i lavori privati a 70 mila euro, più o meno il costo di una ristrutturazione edilizia.
 
Per i cittadini che si apprestano ad avviare i lavori è una preoccupazione in più, che all’atto pratico necessiterà qualche accortezza, ma non cambierà molto rispetto a quanto accade oggi. Per un intervento edilizio da 70 mila euro, non esattamente un lavoretto, a maggior ragione se c’è in ballo qualche bonus fiscale ci si rivolge quasi sempre ad un professionista, cui il committente delega il rispetto degli obblighi di legge, la congruità della manodopera, ma anche le norme sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. 

LAVORI CON CILA, SCIA ECC.
Per i lavori che necessitano di una Cila
, di una Scia o di un Permesso di costruire, e che dunque comportano la necessità di «asseverare» qualcosa, la designazione di un Direttore dei lavori è anzi obbligatoria. Negli interventi di «edilizia libera», che di solito consistono nella riparazione o sostituzione di pavimenti, serramenti, rivestimenti, impianti, tinteggiature, gli obblighi di legge possono restare in carico ai cittadini-committenti. Nel raro caso in cui questi lavori superino la soglia di 70 mila euro il cittadino-committente rischia le sanzioni (che prima non c’erano) in caso di inadempimento.

 
La certificazione di congruità della manodopera serve ovviamente per scoraggiare il lavoro nero. Il costo del lavoro nei cantieri, infatti, non può essere inferiore a determinate percentuali, stabilite dalla Commissione Nazionale paritetica per le Casse edili, ente costituito da imprese e sindacati firmatari del contratto di categoria.
 
Per la ristrutturazione di un edificio civile, ad esempio, la manodopera non può incidere meno del 22%. La certificazione è fornita online attraverso il portale della Commissione su richiesta delle imprese o dei professionisti che curano gli interventi (ma non ancora dai cittadini, il portale dovrà essere aggiornato), o alla Cassa edile competente per territorio. La certificazione va ottenuta a fine lavori prima dell’ultimo pagamento. Se l’impresa è inadempiente viene invitata dalla Cassa edile a regolarizzare il tutto entro 15 giorni, rischiando successive penalizzazioni.