Documenti ufficiali ancora non ce ne sono, tuttavia la CGIA di Mestre, sulla base delle indiscrezioni apparse sulla stampa in questi ultimi giorni, ha fatto alcune simulazioni cercando di dimensionare la portata dell’intervento. Secondo le tre ipotesi elaborate dal suo Ufficio studi, la riforma fiscale che il Governo presenterà entro la fine di luglio potrebbe costare tra i 3,6 e i gli 8,1 miliardi di euro. Visto che la riforma sarà a costo zero per le casse dello Stato, la copertura dovrebbe essere assicurata attraverso un inasprimento della lotta all’evasione fiscale e con un ulteriore drastico taglio degli sprechi presenti nella spesa pubblica.

Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, esordisce così “Voglio sottolineare che i nostri calcoli sono approssimativi, visto che ad oggi non conosciamo le misure che il Governo adotterà. Tuttavia, le tre ipotesi che abbiamo elaborato hanno l’obiettivo di tracciare un quadro generale che ci consenta di definire gli importi della riforma”.

Le ipotesi elaborate dalla CGIA si basano su alcuni punti fissi:

1)    aumento delle aliquote Iva;
2)    diminuzione delle aliquote Irpef dei primi due scaglioni;
3)    diminuzione del carico fiscale sulle imprese (Ires e Irap);
4)    taglio delle agevolazioni fiscali per un importo pari a 3,5 mld di euro.

Solo nella seconda ipotesi (quella che richiede una copertura pari a 8,17 mld), è previsto l’aumento al 20% dell’aliquota sulle rendite finanziarie. Si ricorda che attualmente viene praticata una tassazione con aliquota al 12,5%, tranne sugli interessi dei depositi di conto corrente e sui titoli di durata inferiore ai 18 mesi sui quali si applica l’aliquota del 27%.

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