I nostri fondamentali economici sono, tutto sommato, confortanti. Tuttavia, restiamo fermi al palo e siamo destinati a restarci a lungo

 

 

I nostri fondamentali economici sono, tutto sommato, confortanti. Tuttavia, restiamo fermi al palo e siamo destinati a restarci a lungo. E’, in sintesi, l’opinione dell’Fmi che, per bocca di Andrea Montanino, direttore esecutivo del Fondo, descrive dettagliatamente il quadro italiano; Montanino, presentando il rapporto del Fondo sull’Italia, ha spiegato che la nostra finanza pubblica è tra le più sane al mondo, ma che le prospettive di crescita economica non sono tali “da poter avere un futuro economico non già radioso ma nemmeno sereno”.

 

Un paradosso, dato che l’Italia dispone dell’avanzo primario più elevato tra le economie avanzate, inferiore solo a quelli di Norvegia e Singapore. Purtroppo, nel 2014, rileva il World Economic Outlook del Fondo, il Pil italiano calerà dello 0,2 per cento, per crescere solamente dello 0,8 nel 2015. Tra le ragioni dell’impasse, l’istituto individua l’incapacità italiana di aprirsi seriamente al mercato dei capitali, avvalendosi maggiormente di strumenti quali il private equity. In definitiva, afferma Montanino, ”siamo banco-centrici. Le banche italiane hanno fatto progressi, ma devono affrontare sfide e venti contrari ciclici”.

 

Contestualmente, il capo missione per l’Italia del Fondo, Kenneth Kang, ha fatto presente che, benché il piano di riforme del Governo sia audace e ambizioso, occorre agire in fretta per implementarlo. Il nostro Paese, infatti, ha un debito pubblico sostenibile, ma resta vulnerabile sui mercati.

 

 

Mestre, 10 ottobre 2014