In vista degli adempimenti dichiarativi relativi al periodo d’imposta 2012, le società di comodo sono tenute, per evitare di essere considerate tali, a presentare l’interpello disapplicativo. Si esemplificano alcune casistiche.

 

Le società immobiliari di costruzione, in perdita nel triennio 2009-2011 a causa dell’assenza di vendite, potrebbero evitare la presunzione di non operatività se, almeno in un bilancio, hanno evidenziato un Mol positivo. L’eventuale interpello verterà, in ipotesi, sulla dimostrazione dell’impossibilità di conseguire ricavi e sull’impedimento legale all’iscrizione di maggiori costi sulle rimanenze.

 

Le holding che non percepiscono dividendi dalle controllate possono disapplicare la norma, se posseggono partecipazioni immobilizzate in società operative, solo se non esercitano attività diverse da quelle strettamente necessaria alla gestione delle partecipazioni; in caso contrario, l’interpello dovrà evidenziare la mancata distribuzione di utili da parte delle partecipate.

 

Per le società di piccole dimensioni, in perdita sistematica e non congrue né coerenti agli studi di settore, la disapplicazione potrebbe essere basata su analisi contabili, eventualmente corredate dal giudizio di un professionista, dalle quali risultino i motivi che hanno determinato le perdite.