Il Governo è al lavoro per scongiurare l’aumento dell’Iva previsto per il primo di luglio che da copione dovrebbe passare da 21 a 22%. Contestualmente, è alla ricerca delle risorse per sospendere in maniera strutturale l’Imu sulla prima casa e ridurre il cuneo fiscale per le imprese, consentendo loro di assumere giovani disoccupati.

 

Dall’incontro di venerdì pomeriggio a Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato il primo ministro Letta, il ministro dell’Economia Saccomanni e il Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco, è emersa la difficoltà di trovare le risorse necessarie per i tre grandi dossier sul tavolo di Enrico Letta: pacchetto lavoro, riforma dell’Imu e sterilizzazione dell’aumento Iva.

 

Per evitare che l’Iva aumenti dal 21% al 22% dal prossimo primo luglio restano solo tre settimane. Ma il governo non ha ancora trovato una soluzione e a Palazzo Chigi prevale il pessimismo. Il rischio che l’aumento dell’Iva, e quindi dei prezzi, scatti è a questo punto concreto.

 

Il Governo guidato da Enrico Letta si dà da fare, ma è stretto tra l’obbligo di adeguarsi alle esigenze del fiscal compact, che vuole un ulteriore miglioramento del rapporto debito/pil e il lungo elenco di necessità di spesa.

 

Sulla questione Imu, Saccomanni conta di chiudere positivamente la partita, con una soluzione a inizio agosto. Il Ministro dell’Economia, inoltre, non esclude che si possa trovare una rimodulazione dell’imposta che oggi grava sulle fasce più basse del Paese, ritenendo che le risorse vadano trovate altrove.

 

Il governo punta sul taglio della spesa, ma anche sulla riduzione dei sussidi e degli incentivi creati in modo troppo generoso in passato, perché tra sconti, detrazioni e deduzioni, le 720 forme di agevolazione previste dal nostro ordinamento fiscale erodono, infatti, ogni anno 253 miliardi di euro al gettito.

 

Il ministro ha infatti detto che l’Italia, dopo essere uscita dalla procedura per deficit eccessivo, deve ridurre le tasse, recuperando risorse da un taglio di spesa e incentivi. Dobbiamo ridurre le tasse sulle aziende e sul lavoro: le risorse le dobbiamo trovare tagliando le spese, i sussidi e gli incentivi, in passato dati troppo generosamente.