Cala, in Italia, l’indice Pmi (Purchasing managers index – indice dei direttori degli acquisti) del settore manifatturiero. L’indicatore rileva le percezioni dei direttori degli acquisti delle imprese, ed è stato di norma in grado di anticipare gli andamenti delle dinamiche economiche.

 

Ebbene, secondo Markit Economics, società internazionale di servizi finanziari, nel nostro Paese si è registrata una contrazione a 52,3 punti dai 53,1 punti di gennaio. L’indice, nelle previsioni degli analisti, si sarebbe dovuto attestare sui 52,8 punti. Un dato inferiore alle aspettative ma pur sempre superiore ai 50.0 punti, soglia psicologica sopra la quale si ritiene che ci sia ripresa.

 

Contestualmente, l’indice Pmi della zona euro si è attestato, a febbraio, sui 53,2 punti, in crescita rispetto alle stime iniziali che lo davano a 53,0. Cala, tuttavia, rispetto ai 54,0 punti di gennaio. Tra i Paesi europei in cui le performance dell’indice sono migliori, si segnalano i Paesi Bassi, a 55,2 punti, il massimo degli ultimi due mesi; la Germania, a54,8, in salita rispetto alle indicazioni preliminari di 54,7 punti; l’Irlanda, a 52,9 punti, il massimo su 2 mesi; la Spagna, infine, a 52,5 punti dai 52,2 di gennaio, sopra le attese degli analisti che fissavano il dato a 52. Si tratta dei valori migliori da aprile 2010.