La crisi si è fatta sentire in misura intensa in Italia al punto che il Pil del 2012 è stato inferiore del 7% a quello del 2007, il reddito disponibile delle famiglie di oltre il 9, la produzione industriale di un quarto. Non solo, ma il tasso di disoccupazione è pressoché raddoppiato rispetto al 2007. A sostenerlo è il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, il quale nella Relazione Annuale, spiega che ciò è dovuto al fatto che in Italia, più che in altri paesi, gli andamenti ciclici si sovrappongono a gravi debolezze strutturali.

 

Passando poi al tasso di disoccupazione, è possibile affermare che è quasi raddoppiato rispetto al 2007 e pari all’11,5% lo scorso marzo, avvicinandosi ad un pericoloso 40% tra i più giovani, nel Mezzogiorno questa percentuale è stata superata.

 

La causa di questa situazione? Secondo il governatore della Banca d’Italia il nocciolo della questione risiede nel fatto che il Paese soffre di un ritardo di 25 anni e non è in grado di rispondere ai cambiamenti richiesti. Le origini finanziarie e internazionali della crisi non devono far dimenticare che in Italia gli andamenti ciclici si sovrappongono a gravi debolezze strutturali. Infatti, già prima dello scoppio della crisi l’evoluzione complessiva della nostra economia è risultata peggiore di quella di quasi tutti i principali paesi.