Lavorare ancora e duramente per intraprendere il cammino della ripresa globale e, al contempo, ottimismo e necessità di vedere la fine della crisi. Questi gli stimoli che provengono per l’Italia dal G20 di San Pietroburgo. Per i leader dei Paesi più ricchi del mondo è stata l’occasione per fare il punto sul quadro economico globale, mentre l’agenda dei lavori ha accolto il tema della lotta all’evasione e all’elusione fiscale. In molti hanno salutato il summit russo come quello della svolta, perché da crisi, salvataggi di banche e Stati e austerity si è tornati finalmente a parlare di crescita e occupazione. Ma nel comunicato finale si sottolinea comunque che il lavoro per riportare il mondo sulla via della ripresa globale non è finito. Tre i nodi da sciogliere: la disoccupazione, la crescita debole e la frammentazione dei mercati finanziari in Europa.

 

Di seguito i punti analizzati.

Taglio del cuneo fiscale: l’Italia si è impegnata ad alleggerire il cuneo fiscale e rivedere la riforma del lavoro. Letta ha dichiarato la necessità di rendere il lavoro più conveniente, come è già stato fatto per il lavoro giovanile. Il premier ha incassato comunque una valutazione positiva da parte del G20 per i risultati raggiunti e l’invito ad andare avanti sulla via delle riforme.

 

Debiti Pa: tra le priorità resta il pagamento dei debiti della Pa entro il 2014.

 

Emergenza lavoro: preoccupa soprattutto l’emergenza lavoro. Il rischio, come ha confermato Letta, è infatti che i segnali di rilancio che stanno arrivando dagli Stati Uniti e lambendo in parte l’Europa non siano accompagnati in Italia da un aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile. Il premier si è poi rivolto ai Paesi del G20 affinché vengano trovate risposte ad un problema che ci accomuna tutti. Per questo occorre puntare sulla formazione professionale e sull’istruzione. La situazione non è ancora facile ma possiamo pensare alla crescita, alla ripresa, questo è un successo importante.

 

Lotta all’evasione e all’elusione: i Grandi hanno ricevuto le proposte dell’Ocse per contrastare l’elusione fiscale, soprattutto da parte delle grandi multinazionali, e favorire l’integrazione e gli standard globali in materia di imposizione fiscale.

 

Nuova regolamentazione per il Fisco: il piano dei G20 si articola in 15 punti che hanno l’obiettivo di regolamentare l’imposizione fiscale. Le imprese dovranno pagare le tasse nella nazione in cui producono reddito e non in quella in cui hanno stabilito la sede sociale. Le società che operano in internet sono chiamate a fornire informazioni dettagliate sulla geografia dei rispettivi profitti. I governi, inoltre, potranno scambiarsi informazioni sui propri regimi fiscali a partire da fine 2015.

 

Scambio di informazioni a partire dal 2015: a fine 2015 inizieranno gli scambi automatici di informazioni tra i Paesi del G20. I leader hanno poi garantito il loro impegno a prendere le misure individuali e collettive necessarie tenendo conto del rispetto della sovranità. In un contesto di severo consolidamento dei bilanci e di difficoltà sociali è più prioritario che mai per i Paesi assicurarsi che tutti i contribuenti paghino quanto dovuto in modo giusto.