I disabili con ridotte o impedite capacità motorie hanno diritto alle agevolazioni (Iva al 4%, Irpef, esenzione bollo e imposta di trascrizione) per l’adattamento dei veicoli alla minorazione di tipo motorio di cui le persone (anche se trasportato) sono affette. Non è, inoltre, necessario che i disabili fruiscano dell’indennità di accompagnamento.

 

La natura motoria della disabilità deve essere però esplicitamente annotata sul certificato rilasciato dalla commissione medica presso l’Asl o da altre commissioni mediche pubbliche incaricate per il riconoscimento dell’invalidità.

 

Gli adattamenti devono sempre risultare dalla carta di circolazione e possono riguardare sia le modifiche ai comandi di guida, sia soltanto la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo, per mettere il disabile in condizione di accedervi.

 

Per i disabili titolari di patente speciale si considera “adattata” anche l’auto dotata di solo cambio automatico (o frizione automatica) di serie, purché prescritto dalla Commissione medica locale competente per l’accertamento dell’idoneità alla guida.

 

A titolo esemplificativo, tra gli adattamenti alla carrozzeria vi sono:

• pedana sollevatrice ad azione meccanica/elettrica/idraulica;

• scivolo a scomparsa ad azione meccanica/elettrica/idraulica;

• braccio sollevatore ad azione meccanica/elettrica/idraulica;

• paranco ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;

• sedile scorrevole/girevole atto a facilitare l’insediamento del disabile nell’abitacolo;

• sistema di ancoraggio delle carrozzelle con annesso sistema di ritenuta del disabile (cinture di sicurezza)

• sportello scorrevole:

• altri adattamenti non elencati, purché vi sia un collegamento funzionale tra l’handicap e la tipologia di adattamento.