Con l’entrata in vigore del decreto legge 30 maggio 2010, n.78, convertito con la legge 30 luglio 2010, n.122, e, in particolare dell’art. 18 recante la riformulazione di parte della disciplina della partecipazione dei Comuni all’accertamento dei tributi erariali.

IFEL era intervenuta con una nota per fornire alcuni elementi di approfondimento e supporto alle decisioni dei Comuni, comprensibilmente preoccupati di ottemperare ad obblighi espressamente richiesti dalla legge in un contesto di crescenti vincoli finanziari.

 

Tra le osservazioni a suo tempo formulate, va in primo luogo ricordata l’indeterminatezza della natura e delle funzioni dei consigli tributari (a tutt’oggi regolati da un’unica norma primaria risalente al marzo 1945), la contradditorietà dell’obbligo di costituzione di “consorzi” tra enti locali di minori dimensioni alla luce dell’appena precedente disposizione circa la soppressione di tali forme associative intercomunali e l’illusorietà di poter sviluppare e diffondere sull’intero territorio nazionale le buone pratiche della partecipazione all’accertamento, che già si sono affermate in alcune regioni, attraverso organismi che rischiano di aumentare gli oneri amministrativi ed economici a carico dei Comuni, con possibili sovrapposizioni di responsabilità e funzioni.

 

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