Maggior sicurezza, sanzioni severe per chi guida sotto effetto di alcool e droghe, meno incidenti, aggiornamento delle norme, semplificazione burocrazia e tutela di pedoni e ciclisti. Sono questi gli obiettivi che muovono la Camera nell’iter di riforma del Codice della Strada, ad annunciarlo è il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti con delega alla sicurezza stradale, Erasmo D’Angelis.

 

L’iter prevede il passaggio dal testo vigente, di difficile lettura anche per gli addetti ai lavori (230 articoli, norme tecniche, prescrizioni e disposizioni in larghissima parte da aggiornare anche nella terminologia come ad esempio “velocipede”) ad un Codice molto più snello, chiaro e leggibile con 70-80 articoli.

 

In pratica in pochi articoli saranno dettate le regole di comportamento, mentre le disposizioni tecniche sulle caratteristiche dei veicoli e tutti gli adeguamenti alle disposizioni europee e allo sviluppo tecnologico troveranno spazio in uno specifico regolamento, in modo che eventualmente potrà essere modificato in modo più celere e semplice.

 

De Angelis ha anche aggiunto che il nuovo codice risponderà alle esigenze di mobilità nuova degli italiani e che, considerato che l’Italia è tra i Paesi più multati del mondo e il più multato in Europa con 78.5 milioni di multe l’anno (la Germania, che è seconda, si ferma a 23 milioni) il nuovo Codice dovrà garantire una maggiore responsabilizzazione di chi guida, anche con l’istituzione del patentino a punti per i minorenni e con multe severissime per chi guida in stato di ebbrezza. Inoltre sarà resa operativa, ha detto D’Angelis, la norma che prevede che il 50% dei proventi derivanti dalle multe sia investito per la sicurezza stradale.