La riforma del mercato del lavoro in via di definizione da parte di Governo e parti sociali prevede che, per i licenziamenti basati su motivazioni economiche, al lavoratore spetti un indennizzo pari a 27 mensilità; per quelli disciplinari, invece, sarà il giudice a dover decidere tra reintegro o indennizzo.

 

  • L’assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) sostituirà, dal 2017, l’indennità di mobilità. Tale somma dovrebbe raggiungere un ammontare del 70% per gli stipendi fino a 1.250 euro, e il suo limite massimo è fissato a 1.119 euro.

 

  • Il contratto di apprendistato sarà il canale principale di occupazione dei giovani, mentre è prevista la disincentivazione dell’utilizzo del contratto a termine, con una penalizzazione contributiva dell’ 1,40%.

 

  • Previsto un contributo all’INPS in caso di licenziamento una 0,5 mensilità ogni 12 anni di anzianità  ( non è chiaro cosa si intende per “negli ultimi tre anni”).

 

  • Regole più rigide nel contratto a progetto. – concetto più ristretto di progetto (non più rientrante nell’attività normale dell’azienda),  abolito il concetto di programma,  vige la presunzione del rapporto subordinato, esclusa la possibilità di recesso anticipato del committente.

 

  • Previsto un aumento dell’aliquota per la gestione separata.

 

  • Versamento di un contributo al c.d. fondo di solidarietà, previsto anche per le aziende commercio e artigiane per finanziare i fondi per CIG.

 

  • Riduzione dei casi possibili per l’utilizzo dei voucher.

 

La riforma del mercato del lavoro licenziata con un disegno di legge dal Consiglio dei Ministri prevede, tra l’altro, la riforma dell’art. 18 della L. 300/1970. La riforma si limita a modificare il regime sanzionatorio nell’ipotesi di licenziamenti illegittimi con giustificato motivo oggettivo, mentre lascia inalterata la restante disciplina. In particolare, in caso di licenziamento per un motivo economico, successivamente accertato come inesistente, il giudice dovrà dichiarare risolto il rapporto di lavoro, disponendo a favore del lavoratore un’indennità a titolo di risarcimento, onnicomprensiva, tra le 15 e le 24 mensilità.