Cambia il profilo dei laureati in Italia. Addio quindi ai bamboccioni, i nuovi laureati sono più giovani, più disponibili, cercano stabilità e appagamento. A sostenerlo è Almalaurea, la quale ha redatto un identikit dei neo-laureati in Italia.

 

Laureati in tempo. Innanzitutto secondo l’indagine i laureati italiani sono più giovani: è finito il tempo dei fuoricorso, soprattutto per quanto riguarda il primo “scalino” della laurea, ovvero la cosiddetta triennale. Tra i laureati di primo livello, la regolarità negli studi riguarda una quota elevata di laureati: 39,5% (complessivamente 64% entro un anno di ritardo).

 

I più in tempo sono i laureandi delle professioni sanitarie, sistematicamente fuoricorso vanno invece gli iscritti in materie giuridiche e scientifico-geologico. Il record negativo dei più ritardatari se lo guadagnano i laureandi in architettura. Quasi tutti gli studenti laureati in un percorso di studi di base, in una laurea triennale, proseguono gli studi (76%), particolarmente se vengono da famiglie agiate o, al contrario, da zone del paese più problematiche.

 

Tirocini e periodi all’estero. Vantare almeno un esperienza di tirocinio in curriculum aumenta del 12% la possibilità di trovare lavoro, a parità di condizioni. Inoltre, le esperienze di studio all’estero sono numericamente soddisfacenti, ma la capacità delle nostre università di attrarre giovani provenienti dall’estero è rimasta molto scarsa. E a sorpresa, poi, il report di AlmaLaurea afferma che la conoscenza almeno “buona” della lingua inglese è aumentata significativamente e caratterizza ormai sette laureati su dieci.

 

I desideri dei laureati. Crescono in misura molto rilevante la richiesta di stabilità e di sicurezza del posto di lavoro (soprattutto fra i laureati di primo livello), la possibilità di fare carriera e il desiderio di avere un’occupazione caratterizzata da ampi margini di autonomia.

 

I laureati, i nuovi lavoratori, si dicono disponibili anche ad effettuare “frequenti trasferte di lavoro” e persino a trasferirsi in altri luoghi del paese, pur di avere un lavoro, così come aumenta la disponibilità per lavori a tempo determinato o part-time.