Un film già visto? L’episodio evoca l’estate 2011, quando una lettera della Bce inaugurò, quantomeno sul piano simbolico, una serie di eventi economicamente controversi che portarono alla caduta, nel novembre dello stesso anno, del governo Berlusconi; questa volta, la lettera è stata inviata dalla Commissione europea a Renzi. Risale e circa un mese fa, ma il contenuto – rivela Repubblica – è stato reso noto solamente oggi.

 

In sostanza, nella missiva, Bruxelles respinge l’accordo di partenariato, lo strumento di programmazione nazionale dei fondi strutturali e di investimento europei assegnati all’Italia, senza la validazione del quale da parte della Commissione, i fondi destinati al nostro Paese restano bloccati. E, in tal caso, si parla di una partita da ben 41 miliardi di euro.

 

L’Ue, in particolare, ha espresso manifeste perplessità sulle strategie riformiste di Renzi e del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e ha “rimandato” l’Italia a settembre. Nel merito, la commissione critica l’assenza di governance e di un piano certo e affidabile sulle riforme chiave per far ripartire il Paese, eccependo, inoltre, il malfunzionamento e la scarsa efficienza dell’apparato amministrativo; nella lettera, viene chiesto di precisare e distinguere compiti e funzioni delle amministrazioni centrali e di quelle periferiche, la cui incidenza sui bilanci statali risulta del tutto inaccettabile, specialmente in termini di sprechi.

 

Va molto peggio sul fronte dei nodi fondamentali per lo sviluppo: sull’agenda digitale l’Europa lamenta la mancanza di una vera strategia, sull’innovazione un calo significativo dei fondi, mentre per quanto riguarda le imprese, ancora non sono state individuati quegli interventi strutturali necessarie per riacquistare competitività.