La situazione di disavanzo eccessivo in Italia è stata corretta. Ad affermarlo è stata la Commissione europea, suggerendo al Consiglio Europeo di chiudere la procedura di infrazione per deficit eccessivo, aperta nel 2009, dopo che i conti pubblici avevano sforato il tetto del 3% del rapporto deficit/pil fissato dai parametri di Maastricht.

 

Bruxelles ha preso questa decisione in quanto il deficit italiano, secondo le previsioni macro-economiche, resterà sotto la soglia del 3% per quest’anno e il prossimo. L’Italia resta comunque sorvegliata speciale. L’esecutivo Ue raccomanda infatti al governo di andare avanti sulla strada delle riforme strutturali rendendo tra l’altro più flessibile il mercato del lavoro, spingendo sulle liberalizzazioni, snellendo la burocrazia e riformando la giustizia civile per dare più certezza agli investitori.

 

Tuttavia il presidente della Commissione Ue Josè Barroso ha smorzato i facili entusiasmi affermando che l’Italia non deve allentare i suoi sforzi, ha un alto livello di debito e ha anche problemi di competitività simili a quelli della Francia, negli ultimi due decenni ha perso quote di mercato, ha un grande lavoro da fare.