Ad oggi, gli ultimi dati ufficiali dell’Inail sono aggiornati al 2022 e ci dicono che negli ultimi 5 anni nella Città Metropolitana di Venezia i morti nel settore delle costruzioni sono stati 13, di cui 7 in itinere. In Veneto solo le province di Verona (27) e di Vicenza (16) hanno registrato un numero di decessi superiore al nostro. Per quanto concerne gli infortuni, invece, sempre nello stesso arco temporale sono oscillati, mediamente, tra le 900 e le mille unità all’anno.

I soggetti che sono stati coinvolti hanno riguardato in particolar modo i giovani (under 34) e i più a” rischio” sono le persone di nazionalità straniera. Tra tutti i dipendenti coinvolti negli incidenti, quelli rientranti nella gestione tariffaria industria sono stati più numerosi di quelli che lavorano nelle imprese artigiane. Non solo, osservando la variazione percentuale 2022-2019, gli infortuni che hanno coinvolto i primi sono cresciuti del 29,4 per cento, mentre quelli riconducibili ai secondi sono diminuiti del 25,5 per cento.  

In attesa che l’Inail, come da calendario, ufficializzi nel prossimo mese di luglio le statistiche relative al 2023, i dati provvisori resi noti dall’Istituto ci dicono che i decessi nelle costruzioni in provincia di Venezia sono stati 2. 

Sono questi i principali risultati che emergono da una analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre che viene presentata oggi pomeriggio a Cà della Nave (Martellago) nel convegno dal titolo: “Sicurezza e sostenibilità in edilizia”. L’evento, organizzato da Veneform Srl, è stato cofinanziato da Edilcassa Veneto.

Le ultime tragedie che, purtroppo, hanno insanguinato i cantieri di Firenze, di Suviana (Bo) e di Palermo hanno riproposto il tema delle morti bianche. Scie di sangue che ci “trasciniamo” da decenni e che non riusciamo a fermare. Dichiara il Presidente della categoria degli edili della CGIA di Mestre, Michele Furlan: “Per tentare di contenere questo drammatico fenomeno è necessario incrementare notevolmente il numero dei controlli, soprattutto quelli di natura sostanziale, tralasciando, nel limite del possibile, quelli formali che, di norma, vengono effettuati per verificare il rispetto degli adempimenti burocratici. Inoltre, dobbiamo investire molto di più sulla formazione, incentivando quella sul campo e allargandola anche ai lavoratori di altri settori che quotidianamente entrano nei cantieri, ma non dispongono delle nozioni comportamentali previste dalle procedure in materia di sicurezza. Infine, è necessario coinvolgere maggiormente su questo tema anche il direttore dei lavori, i coordinatori alla sicurezza e, nel settore privato, anche i committenti”.

Mestre, 9 maggio 2024