I risparmiatori si preparino: il nuovo anno porterà con sé una mini-patrimoniale a danno soprattutto dei conti deposito, già caratterizzati da una marcata contrazione dei rendimenti. Il provvedimento, contenuto nella legge di Stabilità, attende il via libera della Camera, ma sembra che anche Montecitorio non porrà paletti.

 

E’ arrivato il via libera del Senato alla misura che, a partire dal 1° gennaio del 2014, farà scattare un aumento del 33% dell’imposta di bollo sui conti deposito e, in genere, sugli strumenti finanziari.

 

Se, infatti, con l’ex governo Monti l’imposta di bollo su tali prodotti era già salita dallo 0,10% allo 0,15% annuo, con la nuova Legge di Stabilità sale ancora dallo 0,15% allo 0,20%, sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro, subendo così il terzo rincaro consecutivo in tre anni.

 

Considerando la nuova stangata, la banca avrà il diritto di cambiare i contratti, comunicando però al cliente la proposta unilaterale di modifica. A quel punto però il cliente, entro 60 giorni dalla ricezione di tale comunicazione, potrà decidere se recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura ottenendo, in sede di liquidazione del rapporto, l’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

 

Secondo l’articolo 118 del Testo Unico Bancario, “qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula ‘Proposta di modifica unilaterale del contratto’, con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente.

La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tale caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate”.