Grazie all’extragettito pagato con l’Imu di 3,6 miliardi di euro, c’è la copertura per evitare sia l’aumento dell’Iva sia quello della Tares

 

Comunicato stampa – 24 aprile 2013

 

Bene l’incarico ad Enrico Letta. Adesso, speriamo nella formazione di un Governo autorevole che scongiuri l’aumento di un punto percentuale dell’Iva previsto per il prossimo luglio, che riveda l’impianto della Tares e che eviti l’aumento dell’Imu sui capannoni, al fine di farci evitare una stangata fiscale che, rispetto al 2012, dovrebbe costarci quest’anno 9,4 miliardi di euro in più, pari ad un importo medio per famiglia di 370 euro”.

 

E’ questo l’invito che il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, rivolge al nuovo Presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta.

 

Dove trovare i soldi per evitare questo aggravio della pressione fiscale che, rispetto al 2012, quest’anno aumenterà di 0,4 punti percentuali, attestandosi al 44,4%?

 

Non dimentichiamo che dal gettito dell’Imu – conclude Bortolussi – l’Erario ha incassato 3,6 miliardi di euro in più. Se questi soldi sono già stati spesi ci dicano dove, altrimenti ci sono quasi tutte le risorse per evitare sia l’aumento dell’Iva, che per il 2013 costerà ai cittadini 2 miliardi di euro, sia quello previsto con l’applicazione della Tares, pari a 2 miliardi di euro”.

 

Ricostruiamo la vicenda relativa al gettito Imu. Dalla lettura del Def del 3 luglio 2012, si evince che le previsioni di gettito inizialmente riportate nella Relazione tecnica al DL 201/2011 che ha introdotto l’Imu erano pari a 21,4 miliardi di euro. A questo risultato si era giunti applicando per ciascuna categoria catastale l’aliquota base stabilita dalla legge (4‰ prima casa, 7,6‰ seconda casa, etc). Successivamente, il Governo aveva introdotto alcune misure che ne avevano alleggerito il peso economico : come i mancati versamenti degli immobili di proprietà dei Comuni (quota comune), la sospensione dei pagamenti per i terremotati dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, etc.

 

Pertanto, rispetto ai 21,4 miliardi di euro inizialmente previsti, la revisione indicata dal Def nel luglio scorso ha fatto scendere a 20,1 miliardi di euro le nuove previsioni di incasso. Visto che il “conto” finale pagato dagli italiani è stato di 23,7 miliardi, vuol dire che rispetto alle previsioni iniziali sono stati incassati 3,6 miliardi in più. Perchè mai, allora, il Dipartimento delle Finanze ritiene che l’extragettito sia stato di soli 1,2 miliardi euro ?

 

Verosimilmente perché con la legge di Stabilità approvata nel dicembre scorso, le nuove previsioni di gettito elaborate dal Def sono state realizzate, con tutta probabilità, considerando le aliquote medie effettive deliberate dai Comuni entro l’autunno del 2012 che presentavano valori medi più elevati rispetto a quelle base usate per calcolare le previsioni iniziali.

 

Questo spiega come mai il Def abbia misurato il gettito previsto in 22,5 miliardi di euro (ben superiore ai 20,1 miliardi iniziali), dimensionando in 1,2 miliardi il maggior gettito necessario per raggiungere quota 23,7 miliardi, che corrisponde al gettito complessivo pagato effettivamente dagli italiani.